Primarie Pd, Renzi vince ma rischia altre scissioni

Primarie Pd, Renzi vince ma rischia altre scissioni

Per poter votare il regolamento del Partito Democratico ha stabilito anche per questa terza tornata elettiva della sua storia di apportare le medesime regole: ogni elettore dovrà recarsi con documento d'identità valido e tessera elettorale, se si è iscritti al Pd. Perde perciò 435.000 voti dopo tre anni quasi di governo. Due le schede bianche e due quelle nulle. "Noi pure". Lo scrive su Facebook Nicola Morra dei 5 Stelle. Nello specifico sono 60.012 voti per Renzi contro 1559 per Orlando.

"Io di Renzi non mi fido".

Un dato che apre delle importanti riflessioni in vista delle elezioni. Ben 2 milioni di persone si sono recate a votare per il nuovo segretario del PD nei 10mila gazebo e seggi allestiti in tutta Italia. "Ma il solo Pd continua a non essere sufficiente". Non per questioni personali - com'è noto i due sono vicinissimi fin dai primi esordi nazionali dell'ex sindaco di Firenze - quanto per ragioni di carattere politico. Un risultato schiacciante, largamente previsto alla vigilia, che fa attestare l'ex Premier intorno al 65 % dei votanti, 21% dei consensi sono andati ad Orlando ed il 14% a Michele Emiliano.

Questi errori stanno per lui in una certa politica del bonus (non gli 80 euro, ma ad esempio i 500 euro di bonus cultura dati a tutti i 18enni senza discriminazioni), nel Jobs Act (di cui propone di rivedere i licenziamenti collettivi e disciplinari) e in una generale mancanza di confronto tra i democratici e tra questi e la società civile del paese (con riferimento indiretto, forse, alla Buona Scuola).

C'è voluto oltre un anno per curare.anche se non ancora del tutto, le molte ferite che quella esperienza aveva lasciato e per ricostruire un progetto credibile che vede attraverso la propria unit a'interna la forza straordinaria che potrà tornare utile alla città. In totale i votanti sono stati 9933 con 9892 voti validi.