Presunte anomalie nei finanziamenti allo Sportello antiracket: quattro arresti

Presunte anomalie nei finanziamenti allo Sportello antiracket: quattro arresti

Quaranta sono in totale le persone indagate. E' scattato inoltre un sequestro, per equivalente, della stessa somma indebitamente sottratta, nei confronti di 32 individui. Gli arrestati finiti in carcere sono Maria Antonietta Gualtieri, presidente dell'associazione antiracket, Giuseppe Naccarelli, ex dirigente del settore finanziario del Comune di Lecce, e Lillino Gorgoni, funzionario di Palazzo Carafa.

Una bufera giudiziaria si abbatte sull'amministrazione comunale di Lecce nel giorno in cui si avvia la presentazione delle liste elettorali per le elezioni dell'11 giugno.

Ad aggravare ulteriormente la situazione di Gualtieri c'è il fatto che avendo appreso che alcuni suoi collaboratori erano stati convocati dalla finanza per gli interrogatori, li avrebbe istruiti sulle versioni da fornire al fine di cercare di nascondere i numerosi illeciti commessi al fine di ottenere indebitamente i soldi del Fondo antiracket, sottraendoli al loro legittimo utilizzo. Sempre secondo le risultanze investigative, l'associazione avrebbe fatto leva su contratti con dipendenti fittizi e professionisti compiacenti, emettendo false buste paga oppure ricevendo fatturazioni per prestazioni professionali mai avvenute. Ma un dettaglio non poteva però sfuggire ai finanzieri: venivano infatti salvate le ritenute previdenziali e quelle assistenziali.

"Anche in questo caso il meccanismo ritenuto truffaldino prevedeva che i finanziamenti indebitamente percepiti venissero dapprima bonificati in favore delle ditte esecutrici a pagamento delle forniture e successivamente restituiti in contanti per un importo pari alla differenza tra l'importo fatturato ed una quota del 20%, quale "compenso" alla stessa azienda fornitrice, cui veniva aggiunto il rimborso delle spese effettivamente sostenute per la predisposizione della campionatura da trasmettere al Ministero". "Le indagini permettevano, altresì, di accertare l'illecita percezione di finanziamenti destinati alle opere infrastrutturali e all'acquisto degli arredi presso le sedi di Lecce e Brindisi denotando dirette responsabilità a carico degli amministratori comunali e dei direttori dei lavori coinvolti nel rilascio delle autorizzazioni e nei pagamenti delle relative opere". Le opere di ristrutturazione, nello specifico, sarebbero state eseguite presso lo sportello di Lecce, a Borgo Pace, senza la preventiva approvazione da parte dell'Ufficio commissario antiracket. Un modus operandi possibile grazie a dei rapporti esistenti tra l'impresa esecutrice dei lavori e un funzionario pubblico: quest'ultimo, in cambio, avrebbe poi ricevuto agevolazioni nel pagamento di alcuni lavori eseguiti all'interno della propria abitazione.