Precoci, domanda entro il 15 luglio

Precoci, domanda entro il 15 luglio

Il ritardo della firma dei decreti attuativi delle misure per le pensioni anticipate contenute nella legge di bilancio 2017 ha implicato uno spostamento della data entro la quale presentare le istanze di accesso ad Ape social ed al provvedimento per i precoci, slittata quindi al 15 luglio 2017. L'Inps ha fornito indicazioni sulle agevolazioni attive per le pensioni dei lavoratori che svolgono mansioni usuranti secondo il decreto legislativo n. 67 del 21 aprile 2011, come modificato dalla legge n. 214 del 2011 e dalla legge n. 232 dell'11 dicembre 2016.

Governo, firmati i decreti attuativi: approvate le nuove regole per andare in pensione con 41 anni di contributi.

. Con la firma dei decreti attuativi relativi alla riforma pensioni 2017 sono stati chiariti anche gli ultimi dettagli su Ape social e Quota 41. Con la circolare n° 90 del 24 maggio 2017 l'Inps chiarisce che a partire al 1° gennaio 2017 gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa, ovvero, per almeno metà della vita lavorativa complessiva, possono conseguire il trattamento pensionistico anticipato di cui al decreto legislativo n. 67 del 2011 senza dover attendere l'apertura della c.d. finestra mobile dal perfezionamento dei requisiti pensionistici ai quali, in via transitoria, non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita previsti per gli anni dal 2019 al 2025.

Le novità di rilievo per precoci e Ape social si sono registrate soprattutto sulle tempistiche. Per i "lavoratori precoci" il discorso cambia. In questo caso non si pone il problema relativo ai più elevati requisiti di anzianità anagrafica richiesti dai singoli ordinamenti professionali, poiché l'accesso è consentito esclusivamente sul requisito contributivo. Ai dubbi legati ad una nuova possibilità di guadagno, si associano spesso quelli che riguardano il cambio del sistema previdenziale a cui si era iscritti finora. Riguardo la somma, come abbiamo già avuto modo di anticipare, i pensionati i quali presentano un reddito fino a 1,5 volte il minimo che già percepivano la quattordicesima, vedranno aumentare l'importo che sarà pari a €437 fino a 15 anni di contributi, mentre ammonterà a €546 per chi ha da 15 a 25 anni di contributi versati, a €655 per chi ha oltre 25 anni di contributi. In particolare, per rientrare nella categoria è necessario aver versato almeno 12 mesi di contributi, anche non consecutivi, prima di aver compiuto 19 anni.

Questo vuol dire che, anche se la domanda non potrà essere inviata prima di giugno, e anche se il primo assegno non sarà erogato prima del prossimo novembre, i lavoratori che hanno maturato il diritto all'Ape social a partire da maggio riceveranno assieme al primo assegno anche tutti gli arretrati. Chi invece raggiunge i requisiti nel 2018 avrà tempo fino al mese di marzo 2018. Infatti i lavoratori devono trovarsi in uno stato di disoccupazione (concluso da almeno tre mesi), oppure devono assistere da almeno sei mesi un coniuge/parente di primo grado convivente con handicap grave, oppure il lavoratore deve avere una percentuale di invalidità non inferiore al 74 per cento. I lavoratori pubblici no. Per loro la riduzione del requisito contributivo unico non comporta un analogo anticipo del trattamento di fine rapporto (Tfr) o di fine servizio (Tfs).

Con i decreti attuativi sono state confermate le doppie condizioni che i lavoratori dovranno rispettare per avere la possibilità di uscire anticipatamente dal mondo della lavoro con 41 anni di contributi.