Porno, violenza, insulti: l'impossibile battaglia di Facebook contro gli "hater"

Porno, violenza, insulti: l'impossibile battaglia di Facebook contro gli

A queste domande risponde un'inchiesta del Guardian che si basa su un centinaio di manuali di cui il quotidiano britannico è entrato in possesso. In particolare come indice della credibilità i moderatori dovrebbero guardare a tutti quei dettagli che rendono possibile e attuale la minaccia: elementi come specificare il luogo dove la violenza potrebbe avvenire, o specificare l'orario e le modalità sono tutte cose che depongono per l'eliminazione del post. Nel recente passato, ci sono state diverse prove delle difficoltà del social network, che ha censurato la celebre foto della bambina che scappa dai soldati in Vietnam (perché nuda), ma ha consentito che venisse diffuso il video di un padre che uccide il figlio in Thailandia. Il Guardian - è questo l'autorevole giornale - rivela per la prima volta le regole e le linee guida segrete di Facebook. E se da un lato Facebook si avvale di algoritmi basati sull'intelligenza artificiale per impedire la condivisione di post che violano le politiche del social network, e della segnalazione dei post da parte della community, si tratta di misure che appaiono non adeguate per far fronte alle esigenze di una piattaforma che continua a crescere a dismisura.

Le istruzioni contraddittorie non aiutano le migliaia di moderatori che ogni giorno si occupano di rivedere i post segnalati su Facebook. Anche per questo motivo può succedere che post simili e con contenuti controversi siano rimossi o mantenuti, a seconda del processo di revisione che hanno subìto. "Facebook fa fatica a mantenere il controllo sui suoi contenuti", ha spiegato la fonte. Attraverso schemi e immagini si rimarca come una minaccia diretta, come l'idea di sparare a un leader politico come Trump, debba esser rimossa, mentre generiche volgarità che esprimono un semplice sfogo di rabbia possano essere mantenute. Ci saranno sempre alcune aree grigie. "È qualcosa che prendiamo molto sul serio". Che regole usano i moderatori del social network quando si trovano a dover decidere di testi e foto 'sensibili'? La valutazione pare essere particolarmente complessa per i post che hanno contenuti di carattere sessuale. Gli abusi sui minori se non sono di tipo sessuale (ad esempio un atto di bullismo) vanno eliminati solo se costituiscono esaltazione della violenza o sadismo. Da qualche mese è stata introdotta una maggiore flessibilità nella moderazione: se una fotografia che mostra persone nude ha una "rilevanza giornalistica" per illustrare un fatto, la sua pubblicazione e condivisione è consentita. Curioso che siano considerate perfettamente lecite immagini di aborti, sempre a patto che non siano mostrate nudità.

La pubblicazione dei "Facebook Files" da parte del Guardian ha attirato molto interesse perché dimostra, in modo piuttosto inequivocabile, le difficoltà con cui Facebook deve fare i conti per gestire l'enorme quantità di utenti e di contenuti condivisi ogni giorno. Sarebbe questa, in estrema sintesi la conclusione a cui sarebbe giunta la lunga e approfondita inchiesta che il Guardian ha realizzato sul social network. Vogliamo assicurarci che i moderatori siano in grado di acquisire la fiducia necessaria per prendere la decisione giusta, ma anche che abbiano le risorse mentali ed emotive per rimanere in buona salute.