Pisa, i precari del Cnr contro il decreto Madia

Pisa, i precari del Cnr contro il decreto Madia

Venerdì 19, infine, dalle ore 9 i ricercatori saranno a Montecitorio per chiedere che la riforma Madia obblighi gli enti pubblici di ricerca ad intraprendere un percorso di stabilizzazione certo. "Inoltre non tiene conto delle molteplicità di contratti atipici di cui il nostro ente ha molto abusato per ragioni di opportunità, escludendo a priori la maggior parte dei lavoratori che per anni hanno lavorato in nome e per conto dell'Ente con contratti da sotto inquadrati". Il gruppo, non appartenente a nessuna sigla sindacale, ha l'obiettivo di sensibilizzare e di far emergere la problematica di tutto il precariato nel mondo della ricerca pubblica e di spingere verso una soluzione definitiva ed inclusiva.

Sono molti, fanno sapere dal comitato organizzatore: 4500, di questi circa un terzo, 1500, sono a tempo determinato, il resto sono tutti assegnisti. Erano ricercatori, amministrativi e tecnici precari del Cnr di Pisa.

"L'apparente insufficiente disponibilità finanziaria resta il pretesto utilizzato dall'amministrazione centrale per una mancata stabilizzazione - sottolineano - ma vogliamo ricordare alle istituzioni che siamo un investimento per l'Italia e non una spesa". "La ricerca pubblica è in coma - denunciano - rischia di morire, schiacciata dal taglio ai finanziamenti, il ritardo nel rinnovo dei contratti".

- Dimostrare che senza distinzioni d'appartenenza, inquadramento e profilo, tutti i precari della ricerca, da nord a sud, sono uniti e determinati affinché vengano rispettati i loro diritti.

Si sono ritrovati in piazza con i cartelli listati a lutto e una croce sulla "ricerca pubblica italiana".

L'iniziativa verrà ripetuta oggi 17 maggio, dalle ore 14 alle ore 15 in tutte le aree della ricerca e presso gli istituti presenti sul territorio nazionale.