Petrolio: accordo OPEC esteso di 9 mesi, ma prezzi arretrano

Petrolio: accordo OPEC esteso di 9 mesi, ma prezzi arretrano

Andando avanti sarà difficile negoziare questo mercato fino al momento in cui verranno comunicate le decisioni dell'OPEC, mentre la comunità dei trader resta generalmente in attesa di sapere cosa farà. Il forte accumulo di scorte è stato favorito da atteggiamenti speculativi fomentati dalla diffusione di rapporti su un imminente rialzo dei prezzi, che ha consentito agli operatori di trarre profitto nonostante gli alti costi di noleggio degli impianti di stoccaggio. Di contro, un taglio ancora più deciso potrebbe contribuire a risollevare ulteriormente le quotazioni del barile, rispetto al range di 50-53 dollari.

Alle riunioni di oggi "abbiamo esaminato vari scenari" di intervento, con proroghe di 6, 9 o 12 mesi sulla riduzione dell'offerta "e anche opzioni di tagli più elevati", ma alla fine "tutte le indicazioni erano che l'ideale è una proroga di 9 mesi", ha riferito il ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita, Khalid Al-Falih, che è anche presidente della conferenza con i produttori non allineati. L'accordo è stato esteso il 10 dicembre 2016 ad 11 produttori non-Opec, tra cui la Russia, che hanno accettato di avviare un taglio della produzione complessivo di 558 mila barili al giorno. La performance debole e' dovuta innanzittuto a possibili prese di profitti fisiologiche, ma anche all'insoddisfazione del mercato, che si aspettava un volume di tagli piu' consistente. Il saudita si è comunque detto "non preoccupato" dalla reazione paradossa dei mercati.

Lo scorso 30 novembre 2016 i paesi Opec si sono impegnati a ridurre la produzione di petrolio di 1,2 milioni di barili al giorno a partire dal gennaio del 2017 per portare il totale dell'output petrolifero del Cartello a 32,5 milioni di barili al giorno nei primi sei mesi dell'anno in corso.