Perché la Ue ha multato Facebook per Whatsapp

Perché la Ue ha multato Facebook per Whatsapp

"La decisione indica chiaramente alle aziende che devono rispettare tutti gli aspetti delle norme di fusione UE, compreso l'obbligo di fornire informazioni corrette". "La Commissione deve essere in grado di prendere decisioni in materie di fusione avendo a disposizione la piena conoscenza dei fatti reali". "Infligge un'ammenda proporzionata e dissuasiva per Facebook". La Commissione Ue ha fatto sapere che proprio il fatto che Facebook si sia dimostrato collaborativo fin dall'inizio ha mitigato la sanzione che, altrimenti, sarebbe stata ancora più pesante. Nel dicembre successivo Bruxelles ha chiesto spiegazioni su questa novità e ha indagato, scoprendo che già nel 2014, quando venne chiuso il deal, ai tecnici del social era ben presente la possibilità di realizzare questo incrocio di dati. Nell'agosto 2016, però, WhatsApp ha annunciato la possibilità di collegare i numeri di telefono degli utenti con le loro identità su Facebook. Chi non vuole condividere i dati, infatti, può disattivare un'opzione dalle impostazioni dell'app (si hanno solo trenta giorni di tempo dall'accettazione dei nuovi termini).

Nel 2014 l'azienda di Zuckerberg aveva assicurato alla Commissione europea di non poter fare collegare gli account dei due social, cosa invece realizzata nel 2016. Al social network sono stati imputate "numerose inadempienze alla Legge informatica e libertà", ha affermato il Cnil con una nota. Di qui la sua negligenza nella violazione degli obblighi procedurali. "Abbiamo operato in buona fede a partire dalle prime interazioni con la Commissione", commenta Facebook. Il gruppo Man non ha ricevuto nessuna sanzione, perché è stato quello che ha rivelato l'esistenza dell'intesa. "Con l'annuncio di oggi la questione si chiude", conclude la società. Antecedentemente, e specificamente nel settembre e nel novembre dello scorso anno, Facebook si è vista sotto la lente di ingrandimento prima delle autorità competenti tedesche e poi di quelle britanniche per ragioni analoghe.

Nel 2014 Facebook affermava che non avrebbe effettuato alcuna operazione di unione fra gli account degli utenti di Facebook e quelli degli utenti di WhatsApp e, soprattutto, che nemmeno disponeva degli strumenti per farlo.