Pasqua a Firenze, oltre 11mila alloggi su Airbnb

In Sardegna attendiamo da 33 anni una legge quadro sul Turismo - sottolinea - abbiamo l'occasione di scrivere regole moderne e adeguate a far crescere la nostra economia, ma servono diverse modifiche alla bozza all'esame della Commissione competente del Consiglio regionale. A tuonare contro il sommerso che ha superato il livello di guardia, determinando gravi conseguenze per i consumatori, per la collettività e per il mercato è il presidente degli albergatori italiani Bernabò Bocca: "Ad aprile 2017, erano disponibili su Airbnb 214.483 alloggi italiani, con una crescita esponenziale che non accenna a fermarsi (42.804 alloggi in più nel corso del 2016, pari ad un incremento del 25,6%). Si può pertanto certificare ufficialmente l'esistenza di almeno 110.000 alloggi che sfuggono ad ogni controllo".

La Federazione degli albergatori evidenzia quindi: "Tra le città italiane maggiormente interessate sono Roma con 25.743 alloggi, Milano con 14.523, Firenze con 6.992 e Venezia con 5.973". Bechi riporta inoltre il dato del sondaggio, diffuso già ieri all'assemblea, relativo alla pole position della Toscana, con 34.595 alloggi, seguita dal Lazio con 32.663, dalla Lombardia, con 25.148 e dalla Sicilia con 23.020. Le strutture di natura analoga (appartamenti in affitto e bed and breakfast) censite dall'Istat sono invece solo 103.459.

Alla luce di questi risultati e dall'analisi delle inserzioni presenti ad aprile 2017 sul portale Airbnb, Federalberghi evidenzia come quella che viene presentata come la sharing economy ovvero la condivisione, in realtà presenterebbe 4 "bugie". "Se si consente che una cucina o un garage vengano trasformati in una camera da letto, mettendo le persone a dormire in una stanza in cui c'è una bombola a gas o una caldaia, prima o poi la tragedia si verifica". "La sicurezza dei clienti, dei vicini di casa, di tutta la comunità dovrebbe costituire un imperativo categorico per chi si occupa di accoglienza" aggiunge Nucara, commentando gli emendamenti al decreto legge sulle locazioni brevi.

Non è vero che si tratta di attività occasionali, perché la maggior parte degli annunci si riferisce ad appartamenti disponibili per oltre sei mesi all'anno. Oltre la metà delle proposte rilevate (il 56,77%) sono state pubblicate da persone che amministrano più alloggi, con i casi limite di pseudonimi di comodo quali "Guido", con le sue 507 soluzioni di soggiorno, e "Simona", a quota 347 (non è vero che si parla sempre di piccoli redditi).

Anche se la definizione di un'aliquota agevolata non ci esalta, apprezziamo il fatto che sia stato individuato un percorso per garantire il prelievo delle imposte.

Oppure Barcellona dove chi vuole affittare il proprio appartamento per periodi brevi deve chiedere una licenza.