Otranto, sigilli al Twiga beach di Briatore

Otranto, sigilli al Twiga beach di Briatore

Nel provvedimento di sequestro, firmato dal sostituto procuratore di Lecce Antonio Negro, l'ipotesi di reato è di abusivismo edilizio. La struttura non nasce come vero e proprio stabilimento balneare, ma come "accesso al mare" su un'area privata di cinque ettari, a nord del centro storico di Otranto, su un tratto caratterizzato da scogliere a picco sul mare. Dopo la notizia del sequestro, Flavio Briatore ha deciso di sospendere la licenza all'utilizzo del marchio "Twiga". Raffaele De Santis, a nome dei soci della stessa società proprietaria del terreno sul quale dovrebbe sorgere TwigaOtranto e titolare della relativa attività, a seguito del provvedimento disposto in data odierna dall'Autorità giudiziaria competente, al fine di evitare ulteriori mistificazioni della realtà, chiarisce che prima di iniziare i lavori la società ha seguito un complesso iter burocratico-amministrativo all'esito del quale ha legittimamente ottenuto una concessione edilizia corredata da ben 11 pareri favorevoli da parte di tutte le pubbliche amministrazioni coinvolte nel procedimento amministrativo.

"Con massima fiducia nella magistratura inquirente e spirito di collaborazione - conclude la nota - Cerra S.r.l. auspica che le dovute verifiche tecnico giuridiche siano espletate in tempi brevi, così da consentire l'avvio dell'attività prevista evitando ulteriori danni economici e di immagine per la società e per gli imprenditori interessati, i cui valori fondamentali sono il rispetto della legge, la tutela del paesaggio e lo sviluppo sostenibile del territorio". La precisazione di Billionaire Lifestyle - è detto nel comunicato - è finalizzata a "tutelare il nome Twiga e quello del suo fondatore, il signor Flavio Briatore, che sono del tutto estranei agli accertamenti in corso". Pierpaolo Cariddi è in lizza come candidato sindaco a Otranto per una lista civica alle prossime elezioni amministrative.

Il caso scoppia ad Otranto e riguarda alcune irregolarità nelle autorizzazioni rilasciate dall'amministrazione comunale per la messa in opera del cantiere di un locale, che verrà chiamato Twiga, ma che, stando a quanto reso noto da Repubblica, non appartiene a Briatore. I due sono accusati di abuso edilizio in zona soggetta a vincolo paesaggistico e di occupazione abusiva del demanio marittimo.