Omicidio Sara, oggi la sentenza

Omicidio Sara, oggi la sentenza

Vincenzo Paduano è stato condannato all'ergastolo per l'omidicio volontario di Sara Di Pietrantonio, la sua fidanzata, prima tramortita, poi strangolata e infine data alle fiamme la mattina del 29 maggio 2016, in via della Magliana a Roma. La sentenza è stata emessa, a conclusione del processo con il rito abbreviato, dal Gup Gaspare Sturzo che ha recepito l'impostazione accusatoria della pm Maria Gabriella Fazi.

"Si tratta di una sentenza giusta e morale - ha commentato all'Ansa la mamma della vittima - Un primo gradino importante". A incastrarlo il Gps della sua auto, che aveva registrato tutti gli spostamenti dell'uomo, che la seguiva anche a casa del nuovo fidanzato Alessandro Giorgi o all'università, fino al giorno in cui l'ha uccisa. Paduano aveva minacciato lei così come il suo nuovo compagno: aveva anche tentato di dar fuoco alla macchina del nuovo fidanzato con una molotov. Paduano però non ha assistito alla lettura della sentenza: ha rinunciato all'ultimo momento. Ma Igor il russo sembra svanito nel nulla.Certamente avrà qualcuno che lo appoggia. "Volevo solo chiedere scusa". Dopo il delitto, Paduano è tornato al lavoro all'Eur. Il gip ha inflitto al giovane il massimo della pena, nonostante la scelta del rito abbreviato dell'imputato.

Il corpo semicarbonizzato della giovane viene trovato in una strada del quartiere periferico della Magliana. Alcune persone erano passate mentre i due discutevano, ma senza fermarsi. Reati, quelli contestati a Paduano, compiuti in una tragica notte di fine primavera dello scorso anno, quando l'uomo, di professione guardia giurata, decise di mettere in pratica le continue minacce di morte rivolte a Sara dopo la chiusura della loro storia d'amore.

Numerosi gli elementi che portano alla premeditazione. "Te la farò pagare, in qualche modo", avrebbe detto dopo aver assistito a un bacio tra i due.