Non dà il cappellino a scafista, ucciso a colpi di pistola

Non dà il cappellino a scafista, ucciso a colpi di pistola

A bordo della nave c'è Regina Catrambone, fondatrice del Moas insieme al marito Christopher, che ha reso noto l'episodio.

Indagini sono state avviate dalla squadra mobile della polizia di Stato, coordinate dalla locale Procura Distrettuale. Gli investigatori dovranno sentire i migranti e raccogliere le loro testimonianze sull'episodio perché le dichiarazioni rese a personale delle Ong non hanno, valore probatorio. Il suo corpo presenterebbe almeno un colpo di arma da fuoco, verosimilmente una pistola, forse sparato alle spalle.

A bordo dell'imbarcazione si trovavano altre 394 persone, che in queste ore ricevono le cure del caso e sono assistite dalla Ong Moas, finita al centro delle polemiche di questi giorni per sospette connivenze con la malavita organizzata. Noi vorremmo collaborare con tutti. "Personalmente - ha spiegato la donna - non ho mai ricevuto nessuna informazione dal procuratore. Noi chiediamo rispetto per tutto il personale delle Ong e delle organizzazioni umanitarie che cooperano in mare". "L'accusa che ci rivolgono, di essere dei trafficanti di persone, è gravissima, e noi quando riceveremo comunicazioni risponderemo a tutte le domande". "Dopo la terribile tragedia delle 368 persone morte al largo di Lampedusa - ha evidenziato - abbiamo partecipato a Mare Nostrum rispondendo anche all'appello dell'Europa che chiedeva un intervento concreto per aiutare l'Italia". Abbiamo appena fatto scendere un corpo che è morto per mano dei trafficanti.