Mihajlovic: "Il Napoli? Come la Juve: non è imbattibile"

Mihajlovic:

Dal canto loro, i padroni di casa hanno disputato una buona stagione e non hanno pretese per la classifica. Io invece che, voglio precisare, non ho insultato l'arbitro ma ho solo protestato, ho preso due giornate di squalifica e 10.000 euro di multa. "Abbiamo tutte le carte in regola per metterli in difficoltà".

"Non temiamo nessuno, sono abituato a preparare la partita pensando prima alla mia squadra, poi alle avversarie e a come giocano".

Sul Napoli, l'allenatore granata granata ha dichiarato: "Abbiamo affrontato la squadra più forte, la Juventus, domani giocheremo contro quella più bella". Quando però succede una cosa del genere ad altri non se ne parla mai tanto come in questo caso. Si aspetta qualche sanzione? Ecco le sue parole: "Ho sbagliato, chiedo scusa e pago". La mia squalifica è stata strana perché non ho insultato nessuno, però quei cori non sono stati presi in considerazione. Io sono orgoglioso di essere serbo e zingaro, sono più orgoglioso io rispetto agli italiani che mi hanno insultato. Mi fanno tirare fuori l'orgoglio, mi caricano di più. La cosa peggiore è l'indifferenza, perché, nel bene e nel male, questi episodi devono provocare una reazione, un sentimento.

Cosa si aspetta dall'eventuale ricorso? Castan non ci sarà, ve lo dico. Io mi faccio sempre un esame di coscienza, ho un carattere focoso ma non sono un ipocrita. Quest'anno potevamo fare dei punti in più: con l'Udinese è finita 2-2 e ci hanno annullato il gol del 3-2, con la Juve poteva essere una vittoria, idem con il Crotone e la Samp. Alludo ad Allegri nella sfida contro la Fiorentina?

Il derby pareggiato con la Juventus ha lasciato un po' di scorie: "Resta il rammarico per non aver vinto, ma siamo comunque felici per aver offerto una grande prestazione. E' mancato un briciolo di furbizia, ma cresceremo anche per questo, magari avremo la possibilità di battere la Juventus la prossima stagione". Se una società dovesse mettere sul piatto quella cifra è chiaro che la società non potrà opporsi, la decisione finale spetterebbe al giocatore.