Migranti: firmato il protocollo di Milano

Migranti: firmato il protocollo di Milano

Cecchetti ha depositato oggi una interrogazione al Pirellone in cui ricorda che "tra chi presenta richiesta di asilo politico solo il 7% ottiene poi lo status di profugo" e chiede quindi all'assessore regionale alla sicurezza "di adottare ogni provvedimento al fine di garantire la sicurezza dei cittadini nonché a farsi parte diligente nei confronti della città Metropolitana e della Prefettura al fine di evitare l'assegnazione ai comuni dell'Alto Milanese di ulteriori quote di immigrati".

Mentre stamani i sindaci della Lega manifestavano fuori dalla Prefettura per protestare contro il protocollo sui migranti proposto dal ministro Minniti e dal Prefetto Lamorgese, Magenta ha partecipato all'incontro aderendo al tanto discusso documento. Ma passata l'inquietudine non si sa mai che qualche pecorella smarrita venga in Prefettura a firmare. "Considero questo protocollo cruciale", ha proseguito Minniti, che ritiene l'accoglienza diffusa "la chiave dell'integrazione", a patto della massima trasparenza. Anche la Città di Magenta dice sì a una accoglienza controllata, che faccia rima con sicurezza e rispetto delle regole. Le voci sentite durante la conferenza stampa erano tutte concordi nel salutare favorevolmente il piano predisposto dal Ministero, a cominciare dal primo cittadino di Milano, Beppe Sala, che si è rivolto ai suoi colleghi evidenziando come di fronte al bisogno "il Sindaco non può voltarsi dall'altra parte, e lo dico ai Sindaci che non sono con noi". Abbiamo un prefetto che ci sostiene, un ministro che si sta impegnando. La mia idea della sicurezza nel nostro Paese è l'idea di una grande alleanza fra Stato e poteri locali, i sindaci, alleanza strategica per una moderna idea di sicurezza che non può essere gestita da Roma: Roma può dare indicazioni, ma territorio lo conoscono molto meglio i sindaci.

Pieno sostegno, invece, dal Comune: Milano "non si gira dall'altra parte" sull'emergenza dell'accoglienza agli immigrati; "non fa finta di niente" e si assume le proprie responsabilità. "Il modello Milano è quello della distribuzione dei pani e dei pesci a queste associazioni, senza pensare minimamente all'integrazione, e l'esempio della Stazione Centrale ne è la più diretta conseguenza".

In conclusione Andrea Checchi, Sindaco di San Donato Milanese, ha pensato ai colleghi che non hanno sottoscritto l'intesa, "affinchè possano ripensarci".