Matteo Renzi al padre "Non devi dire bugie"

Matteo Renzi al padre

Tra i nomi finiti sotto la lente dei PM, spicca quello di Alfredo Romeo, noto imprenditore partenopeo, che sarebbe andato a cena con Tiziano Renzi. "Nel merito queste intercettazioni ribadiscono la mia serietà visto che quando scoppia lo scandalo Consip chiamo mio padre per dirgli: "Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità", spiega Renzi, che sottolinea come alla fine si tratti sempre di pubblicazioni illegittime".

In un post su Facebook, pubblicato poche ore fa, Matteo Renzi scrive: "Politicamente le intercettazioni mi fanno un regalo. Qualcuno si è tolto la vita, qualcuno ci ha rimesso il lavoro".

L'intercettazione pubblicata dal Fatto Quotidiano è un'anticipazione della nuova fatica letteraria del giornalista Marco Lillo, con un altro libro quindi che imbarazza il Partito Democratico dopo le rivelazioni di Ferruccio De Bortoli sui rapporti tra Maria Elena Boschi e Banca Etruria. "Devi ricordarti tutti gli incontri e i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje", dicono i virgolettati del Fatto Quotidiano oggi in edicola. Mazzei è l'unico che conosco anche io. "Hai visto Romeo una o più volte?", dice Matteo al babbo lo scorso 2 marzo, il giorno dopo le intercettazioni che dimostravano all'epoca di un incontro segreto tra Tiziano Renzi e l'imprenditore indagato e arrestato Alfredo Romeo nell'ambito di affari Consip. "Tiziano dice di no - trascrivono i carabinieri - e che le cene se le ricorda e i bar no". "Devi immaginarti cosa può pensare il magistrato". E ancora: "Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie", "non puoi dire bugie o 'non mi ricordo', devi ricordarti che non è un gioco". "Anzi, se si vuole è uno 'zero virgola' in più, perché acquisisco la certezza che anche nella riservatezza della telefonata ha negato ogni forma di frequentazione con Romeo". Conosco mio padre e conosco la sua onestà: alla storia dello stipendio in nero da 30 mila euro non crede nemmeno un bambino di tre anni. Ma dubito di lui, esperienza che vi auguro di non provare mai verso vostro padre, e sulla cena mi arrabbio. E tuttavia, ingenuo come sono, credo a Repubblica perché mi sembra impossibile che pubblichino un pezzo senza alcuna verifica: se lo scrivono, sarà vero. Lo interrogo, lo tratto male. E se tuo padre bluffa lo senti. "Non cerchiamo vendette, ci basta la verità", ribadisce. Con l'aggiunta di qualche espressione colorita toscana. "Rileggendole mi dispiace, da figlio e da uomo" ha dichiarato Renzi, aggiungendo poi che da rappresentante delle istituzioni non avrebbe potuto fare diversamente.

La difesa dell'ex premier non convince le opposizioni: "Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sono due bugiardi - attacca Luigi Di Maio del MoVimento 5 Stelle -".

Possono costruire scandali o pubblicare prove false quanto vogliono.