Mafia, a 25 anni dalle stragi arriva il Ponte Falcone e Borsellino

Mafia, a 25 anni dalle stragi arriva il Ponte Falcone e Borsellino

Marcello Viola, Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Firenze, Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica di Firenze e Nicola Franco, Capo Centro della Direzione Investigativa Antimafia di Firenze sono intervenuti sul tema presentando ai ragazzi il delicato lavoro delle Istituzioni giudiziarie e la preziosa attività investigativa svolta ogni giorno. "In questo modo - ha aggiunto - si può avere contezza delle idee di Falcone delle sue proposte e della cultura della giurisdizione che aveva". Non più ricordata, come scritto da Roberto Saviano, per lo scioglimento del Consiglio Comunale del 1991 per infiltrazioni mafiose cosi come avvenuto per innumerevoli altre città italiane in cui politica e mafia andavano a braccetto, spartendosi appalti pubblici milionari ed interrando rifiuti qua e là. "Che la mafia, piegata e sconfitta nel Maxiprocesso, si fosse rialzata, prendendosi la rivincita e, con essa, il suo perverso potere".

Tra i luoghi esplorati a partire dal palco centrale di via D'Amelio, i telespettatori potranno vedere tutti i posti di vita professionale e privata dei due magistrati: l'Aula Bunker, il carcere dell'Ucciardone, la Questura e il Palazzo di Giustizia, gli uffici di Falcone e Borsellino, luoghi personali come l'albero di Falcone e via Notarbartolo, la spiaggia di Mondello, la piscina comunale e la bottega di barbiere dove Borsellino ebbe la notizia dell'attentato di Capaci.

"Con l'assassinio di Falcone e quello di Borsellino, gia' allora considerati da tanti - non soltanto in Italia - simbolo e riferimento nella lotta a Cosa nostra, sembrava che, insieme al dolore, prevalesse lo scoramento - prosegue - Che il sacrificio di tante persone, cadute nella lunga lotta alla mafia, si rivelasse inutile. Falcone" di Catino e il Comune di Bari, nel corso della quale si sono alternate testimonianze e performance degli studenti delle scuole che hanno aderito all'iniziativa nata per promuovere il valore della legalità. Tutto è cambiato, ma l'azione di contrasto deve avvenire con la memoria, la ricerca e lo studio, altrimenti non la mafia non la sconfiggeremo mai. Giovanni Falcone era preparatissimo, uno dei più grandi giudici nella storia del nostro paese, una persona molto intelligente, una mente raffinatissima, di una grande sensibilità. Presente anche il questore Alberto Intini: "La memoria - ha detto -, non sia solo celebrazione, ma motivo di esempio per i giovani". Ma questa non è la sola debolezza in un contesto in cui le organizzazioni criminali stanno provando a cambiare pelle e, in qualche caso, ci sono persino riuscite.