Libretto circolazione e certificato di proprietà: addio dal 1°luglio

Libretto circolazione e certificato di proprietà: addio dal 1°luglio

L'unificazione "consentirà di ottimizzare i costi di produzione, archiviazione e controllo a carico dell'amministrazione", sostiene un comunicato del Governo. Vi corrisponderà una tariffa unica che prende il posto dei diritti di Motorizzazione e gli emolumenti per l'iscrizione o la trascrizione di ogni veicolo al Pubblico Registro Automobilistico (Pra). Dal 2014 si è cominciato a parlare di un documento unico del veicolo.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione della Pubblica Amministrazione, Maria Anna Madia, ha approvato in esame definitivo il decreto legislativi di attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione che introduce il documento unico di circolazione per autoveicoli, motoveicoli e rimorchi dal 1° luglio 2018.

Allo STA veniva rilasciata in un'unica soluzione la carta di circolazione (il "libretto") e il certificato di proprietà.

Dal 1° luglio 2018 il documento unico di circolazione sostituirà certificato di proprietà e libretto.

A partire dalla prossima estate i due documenti andranno in pensione: il primo di competenza Aci; il secondo prodotto dalla Motorizzazione Civile, e previsto anche negli altri Paesi europei.

Di unire il PRA e la Motorizzazione se ne parla da decenni, anche perché si tratta di una situazione unica in Europa. In risposta i ministri dei Trasporti Graziano Delrio e della Semplificazione e Pa Marianna Madia avevano diffuso una nota congiunta, nella quale chiarivano come "le disposizioni riguardanti il documento unico non contengono alcun presupposto che giustifichi la perdita del posto di lavoro da parte dei dipendenti" della società.