Legittima difesa:Lega, pronti referendum

Legittima difesa:Lega, pronti referendum

Il buco nell'acqua è di quelli clamorosi. "Renzi, Alfano e Boldrini, non fanno un cervello in tre" Lo afferma in una nota il segretario della Lega Matteo Salvini. I dubbi sono sull'aspetto della nuova normativa che ha suscitato più critiche e ironie, cioè il fatto che la "licenza di sparare" sia sottoposta alla circostanza che l'aggressione in casa da parte dei malviventi avvenga di notte. "Meno male", sottolinea il presidente dell'assemblea di Palazzo Madama Pietro Grasso. "Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche".

Assistenza legale a carico dello Stato inoltre, nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Per la serie: l'importante è avere le idee chiare...

Intanto Matteo Salvini si dice pronto al referendum. "Se vanno avanti con questa schifezza raccogliamo le firme per un referendum per cancellarla", promette il leader del Carroccio. È quanto scrive su Facebook Salvini in merito alla legge che la Camera si appresta a votare oggi. Ormai è un governo allo sbando, una maggioranza allo sbando.

La legge sulla legittima difesa "è l'ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e disarma i cittadini". Meglio che i rapinatori continuino a fare il bello e cattivo tempo, di notte come di giorno, insomma. L'ideale per la Lega sarebbe modificare l'articolo 52 del codice penale, in specifico la parte che sancisce che la difesa dev'essere proporzionale alla offesa. Dunque la norma votata alla Camera introdurrebbe una presunzione per legge, comprimendo così la discrezionalità del giudice che ad oggi valuta questo elemento caso per caso, di incolpevolezza di chi reagisca (anche esagerando per errore) a un'aggressione notturna. E qui all'Anm diventa un po' difficile dar torto. Altro nodo è il riferimento all'orario notturno: "non c'è una norma purtroppo che stabilisce quando bisogna considerare esistente l'orario notturno c'è quando no".

L'ex magistrato Bruno Tinti ad esempio, solleva molti dubbi sull'efficacia delle armi da fuoco come strumento di difesa da parte della vittima, non solo in termini giuridici ma anche meramente pratici.