Legge elettorale, Renzi: "Soglia al 5% inamovibile"

Legge elettorale, Renzi:

Sarebbe stato naturale per il Pd cercare prima un accordo con il suo alleato di governo e non con le forze che sono all'opposizione - ha detto infatti il leader di Ap -. Le regole sembrano essere due aspetti della versione italiana del modello tedesco: il triplo paracadute per i candidati illustri e la cancellazione della norma "salva Alfano", quella che in Germania prevede un ingresso in parlamento per quelle forze politiche che vincono almeno tre seggi uninominali pur non raggiungendo il fatidico 5%.

Di sicuro c'è l'intesa tra dem e azzurri, certificata dai capigruppo Rosato e Zanda da una parte e Brunetta e Romani dall'altra. "Se lo faranno seriamente, in breve tempo, potremo finalmente dare al Paese, dopo quasi dodici anni, una legge elettorale rispettosa della Costituzione". Così il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, alla Farnesina a margine della Conferenza sulla collaborazione tra Mae e arma dei Carabinieri. Non è che c'è tutta questa fretta da parte del Pd di ritornare a Palazzo Chigi.

"Sul voto in autunno Renzi non ha fatto date, del resto quello spetta al presidente della Repubblica, ma che la legislatura sia finita non c'è nemmeno bisogno di dirselo...". Non abbiamo posto una questione di soglia perche' ci uniremo ad altri e supereremo la soglia del 5% se sara' questa.

"Rivolgo un appello al Pd prima della loro direzione: pensino all'Italia".

Forza Italia, per bocca di Berlusconi, esprime soddisfazione: "Mi sembra che si stia andando verso una legge elettorale condivisa, cosa che ho sempre auspicato, e verso un sistema proporzionale che è un sistema di giustizia", ha affermato, tornando poi sulla questione dello sbarramento al 5% per dire che è "necessario non tornare ai tempi della Prima Repubblica". Insomma: legge elettorale, elezioni amministrative, risanamento di bilancio, impulso alla crescita e contrasto alle povertà e disuguaglianze, freno alle campagne populistiche contro istituzioni e politica, sostegno al governo Gentiloni. Circolano invece ancora diverse opzioni per i nomi della segreteria, ma gli unici al momento sicuri sono quelli "arci-noti" da settimane: Maurizio Martina (vicesegretario), Lorenzo Guerini (coordinatore della segreteria), Matteo Richetti (portavoce), Andrea Rossi (organizzazione), Matteo Ricci (enti locali). "Chiunque voterà la legge elettorale - aggiunge -, sa che voterà lo scioglimento delle Camere". Ma i venti giorni sono un termine massimo: si potrebbe ipotizzare che i tempi effettivi siano inferiori, e che anche votando a ridosso del 15 settembre si riesca a non far maturare le pensioni parlamentari.