La Svizzera vota No al nucleare, centrali spente!

La Svizzera vota No al nucleare, centrali spente!

Tra le norme, vi è lo spegnimento progressivo di quattro centrali nucleari e lo stop alla costruzione di nuovi impianti, in favore di investimenti nel campo delle energie rinnovabili.

Coloro che si sono opposti al piano hanno posto l'accento sul fatto che le energie rinnovabili non sono affidabili ed, inoltre, i pannelli solari e parchi eolici potrebbero offuscare il paesaggio svizzero. La spinta all'abbandono dell'atomo risale all'incidente nucleare di Fukushima (2011): è allora che governo e il parlamento decisero di gettare le basi di una nuova politica energetica per rinunciare al nucleare.

La Svizzera abbandonerà il nucleare, puntando a un modello energetico più sostenibile e sicuro, guardando alle fonti rinnovabili in un'ottica di sviluppo per il futuro.

La scadenza del 2029 era stata ipotizzata dal Ministro dell'Ambiente Doris Leuthard, poi è stata appunto spostata immaginando che oltre il 2050 le centrali avrebbero dovuto essere sottoposte ad opere di manutenzioni costose, quindi comunque sarebbe stato più sostenibile economicamente la loro chiusura.

Insomma, nonostante il dietro front di Donald Trump sugli accordi di Parigi, la maggior parte delle nazioni che hanno aderito al trattato "non vincolante" sta rispettando quanto stabilito cercando di porre rimedio ad un cambiamento climatico che sta causando problemi sempre maggiori ponendo molta attenzione all'energia rinnovabile. Il referendum ha espresso una maggioranza di favorevoli pari al 58,2% con picchi decisi di addio al nucleare soprattutto a Zurigo e a Ginevra. Ma c'è chi ritiene che sia un boomerang che costerà 3 mila euro all'anno in più ad ogni famiglia svizzera.