La Francia di Macron tra questione europea, domande sociali ed elezioni legislative

La Francia di Macron tra questione europea, domande sociali ed elezioni legislative

Il presidente della Repubblica, su consiglio del primo ministro Edouard Philippe, ha nominato i 18 ministri - tre in più di quanto promesso - del suo nuovo esecutivo: un pot-pourri variegato come non si era mai visto nella storia repubblicana.

Parità di gender rispettata (anche se non del tutto: nei ministeri chiave ci sono più uomini), così come "il contributo della società civile" cui Macron faceva sempre riferimento durante la campagna elettorale per confermare il suo istinto post partiti tradizionali - istinto killer, a vedere poi come è andata.

Dopo due giorni di consultazioni, la Francia ha un nuovo governo.

Il partito centrista e marcatamente europeista MoDem potrà contare invece su Francois Bayrou come ministro della Giustizia e sulla eurodeputata Sylvie Goulard che si andrà a occupare della Difesa. Come farà il fresco ministro dell'Economia, posto ricoperto da Macron prima della sua candidatura alle presidenziali, con idee di destra su temi fiscali (vuole eliminare la tassa sulla fortuna che penalizza i ricchi), economia (convinzioni di stampo liberale) e lavoro (soppressione di alcuni diritti dei sindacati e dei sussidi di disoccupazione) a trovare punti d'incontro con il ministro dell'Ecologia ambientalista. Coerentemente con la strategia di Macron sono molti anche qui i volti nuovi, dal profilo politico incerto: dovremo vederli in azione per capire esattamente chi sono.

La Difesa viene affidata alla parlamentare europea centrista Sylvie Goulard. Padroneggia perfettamente l'italiano, ma anche l'inglese e il tedesco. Ministro per il Lavoro diventa Murielle Pénicaud, finora direttrice dell'agenzia per l'internazionalizzazione dell'economia francese. La scelta degli esponenti repubblicani di passare con Macron ha comportato la loro immediata scomunica dal partito della destra che ne ha annunciato l'espulsione.

Ministra delle Solidarietà e della Salute: Agnes Buzyn. La ricercatrice Frédérique Vidal, assume la guida del ministero per l'Istruzione superiore e la ricerca. Per emanare dei decreti, il presidente ha però bisogno della firma del primo ministro - e Edouard Philippe si è definito un uomo di destra - e in caso di coabitazione un accordo potrebbe essere più difficile. Annick Girardin, esponente del partito Radicale di sinistra, diventa ministro per i Territori d'oltre mare. Élisabeth Borne, un passato da importante funzionaria pubblica, sarà ministro per la Transizione ecologica incaricata dei trasporti.

MINISTRA DEGLI AFFARI EUROPEI Agli Affari Europei, Marielle de Sarnez. In fondo era un laboratorio anche quello, letterario, che ha prodotto Frankenstein. Hulot rifiuta, ma alla fine accetta l'incarico di "inviato speciale per il pianeta" che lo porterà in giro per il mondo a sostegno dell'accordo sul clima, poi firmato a Parigi nel 2015.