Juventus tra triplete e Antimafia: per Agnelli la settimana più lunga

Juventus tra triplete e Antimafia: per Agnelli la settimana più lunga

"Vogliamo semplicemente dimostrare - ha detto l'avvocato Domenico Putrino, difensore di Dominello - che i gruppi sono riconosciuti e autorizzati ad avere biglietti". A chiedere di sentire il presidente bianconero erano stati i legali di uno degli indagati, Rocco Dominello, ultrà juventino. Oggi è toccato ad Andrea Agnelli testimoniare davanti al giudice in un procedimento giudiziario che lo vede coinvolto come imputato insieme ai due capi ultras Rocco Dominello e Fabio Germani per concorso esterno in associazione mafiosa. Agnelli ha escluso categoricamente qualsiasi pressione mafiosa, così come il fatto di essere a conoscenza di presunte infiltrazioni della criminalità organizzata nella curva bianconera. Agnelli dinanzi al procuratore Pecoraro, ascoltato a febbraio, ha negato di aver mai incontrato personalmente Rocco Dominello. Questa parte del processo riguarda il presunto tentativo di Rocco Dominello, che secondo l'accusa è affiliato alla ndrangheta, di entrare nel business del bagarinaggio dei biglietti della Juventus. Agnelli è stato sentito per circa 40 minuti e ha risposto a tutte le domande. Ma a quanto pare, nel corso dell'udienza Agnelli avrebbe detto di non saperne nulla e avrebbe descritto Dominello un rappresentante della tifoseria molto garbato.

Grancini ha dichiarato "Non ho mai avvertito pressioni di tipo mafioso". Il patron bianconero ha confermato poi di non sapere che il Dominello appartenesse alla 'ndrangheta. Adesso sono chiariti: "non ci sono contatti e comportamenti criminogeni, i rapporti con la dirigenza della Juventus rientravano nella normalità", ha spiegato l'avvocato Chiesa.