Iran, urne aperte per presidenziali

Iran, urne aperte per presidenziali

Soltanto sei avevano superato la scrematura operata dai giuristi, ma due si sono ritirati alla vigilia del voto. Circa un'ora dopo si è recato al proprio seggio anche il presidente, Hassan Rohani, che punta a essere riconfermato per il secondo mandato e al quale si oppone il conservatore Ebrahim Raisi. Ogni quattro anni viene eletto il presidente che diventa capo del Governo e rappresenta il Paese insieme alla Guida suprema (ayatollah). La presenza di un presidente lontano dai conservatori durante una scelta così delicata potrebbe avere conseguenze importanti per l'equilibrio di potere del Paese. Rohani gli ha replicato che lui era tra i giudici del comitato che nell'89 mandò a morte migliaia di oppositori. "Non dobbiamo mostrare alcuna debolezza di fronte al nemico" ha detto infatti Raisi nel corso di un dibattito televisivo, in cui ha anche accusato il suo sfidante di aver dato troppa fiducia all'Occidente.

"Dare un numero preciso dei votanti è quasi impossibile, perché i canali di controllo dei dati sono tutti nelle mani delle autorità". L'accordo nucleare non ha attirato gli investimenti dall'estero che si sperava di ottenere, la crescita è ancora debole e la disoccupazione alta: più di 1 iraniano su 4 non è senza occupazione.

Hassan Rouhani è il presidente uscente ed è noto in Occidente soprattutto per l'accordo sul nucleare. A spingere per la vittoria di Raisi sono invece il conservatore Mostafa Aqa-Mirsalim e, dopo un ritiro a sorpresa, l'attuale sindaco della capitale Ghalibaf. "Non possiamo dire che sia tutto perfetto".

A noi ricorda moltissimo il periodo buio degli anni Ottanta, quando venivano fucilati nelle carceri iraniane migliaia di oppositori iraniani, moltissimi gruppi, dai mujaheddin ai feddayin, dai tudeh, ai curdi, e molti di questi addirittura non applicavano e non seguivano la lotta armata contro il regime, ma semplicemente volevano chiudere questa pagina con l'opposizione democratica in Iran. Rohani ha ancora il sostegno di moderati e riformisti, malgrado una certa delusione per il miracolo economico promesso e non ancora arrivato. Inoltre Rohani ha incassato l'appoggio degli altri due candidati del suo orientamento che erano in corsa, cioè Eshagh Jahangiri, che si è appunto ritirato, e Mostafa Hashemitaba, che ha annunciato che voterà per l'attuale presidente. Per esempio adesso non c'è da meravigliarsi che i due candidati siano tutti e due religiosi, uno è hojjatoleslam e l'altro è diventato ayatollah da poco.

"Non dimentichiamo però che Raisi ha anche una carriera da pubblico ministero e da giudice e ha scritto pagine nere della nostra storia".

Secondo l'articolo 115 della costituzione iraniana, alle elezioni presidenziali si possono candidare donne e uomini, maggiorenni, con la fedina penale pulita, devoti ai princìpi fondamentali della Repubblica islamica e alla religione di stato, lo sciismo. Meno aperture e più attenzione ai problemi concreti della gente.

Ma lo spirito degli iraniani è spesso impulsivo.

Commentando il ruolo di Qalibaf, giunto secondo alle elezioni del 2013 con il 16.46 per cento dei voti, Pedde sottolinea che la sua uscita di scena era prevedibile dato che egli è considerato dai conservatori come il candidato alla presidenza del prossimo turno elettorale. "Non vogliamo che il passato torni a ripetersi".

Quando conosceremo l'esito del voto?