Iran, al via voto per presidenziali

Iran, al via voto per presidenziali

Ma non mancano gli scettici.

Come tutta la sua famiglia voterà per l'attuale presidente.

Il 68enne Rohani, anche lui religioso come il suo rivale, ha cercato di inquadrare le elezioni come una scelta tra maggiori libertà civili e "l'estremismo" ed i sondaggi non ufficiali lo danno ancora per favorito. Inoltre, l'Iran è un importante partner economico con cui l'Italia ha notevolmente incrementato gli scambi negli ultimi anni, sia in termini di commerci sia di investimenti, e non solo in ambito energetico, visto che siamo il secondo partner economico tra i Paesi Ue dopo la Germania. D'altra parte, è l'ayatollah a scegliere chi possa o meno presentarsi alle elezioni.

A farsi invece portavoce degli studenti di altre vedute è Zahra, 24 anni, studentessa di management aziendale. Si tratta delle prime elezioni dopo l'accordo sul nucleare, siglato da Rohani, un accordo con le potenze mondiali che ha portato alla revoca di alcuni sanzioni in cambio della rinuncia di Teheran al suo programma nucleare. Secondo l'elaborazione dei dati forniti dalle autorita', si puo' prevedere che alla fine sara' stato il 72 percento degli aventi diritto ad aver depositato la scheda nell'urna. Servirebbe dunque un leader in grado di proseguire su questa rotta, promuovendo l'afflusso di investimenti esteri che possono contribuire a creare opportunità professionali.

A noi ricorda moltissimo il periodo buio degli anni Ottanta, quando venivano fucilati nelle carceri iraniane migliaia di oppositori iraniani, moltissimi gruppi, dai mujaheddin ai feddayin, dai tudeh, ai curdi, e molti di questi addirittura non applicavano e non seguivano la lotta armata contro il regime, ma semplicemente volevano chiudere questa pagina con l'opposizione democratica in Iran. Se nessuno dei candidati in gara raggiungerà la metà più un voto, si andrà al ballottaggio.

Hassan Rohani è presidente dal 2013, quando ha vinto le elezioni grazie allo slogan "moderazione e prudenza" interrompendo gli otto anni di isolamento internazionale del paese durante l'amministrazione di Mahmud Ahmadinejad. Per il direttore di Igs tale accusa si è rivelata "molto generica" e agli attacchi il presidente uscente ha risposto con grande capacità.

Seyyed Ebrahim Raisos-Sadati, noto come Ebrahim Raisi, nato il 14 dicembre 1960, attuale custode e presidente di Astan Quds Razavi, una delle associazioni religiose più ricche dell'Iran.

"Questo è un paradosso, perché nei media occidentali si parla di questa divisione, ma se guardiamo e torniamo indietro agli 8 presidenti che ci sono stati dalla Rivoluzione a oggi, vediamo che molti di questi candidati di fatto che non appartengono a nessun partito politico e semplicemente emergono a seconda delle condizioni in cui si trova il Paese". Essendo uno dei luoghi più importanti del pellegrinaggio sciita, la fondazione è un grosso centro di potere religioso ed economico. I sei candidati approvati erano: Hassan Rohani (moderato), Ebrahim Raisi (conservatore), Mostafa Mirsalim (conservatore), Mostafa Hashemitaba (riformista), Mohammad Baqer Qalibaf (conservatore) ed Eshagh Jahangiri (moderato-riformista). La linea di Donald Trump non è ancora chiara, ma dopo alcuni "strali" lanciati dall'inquilino della Casa Bianca nei confronti di Teheran che avevano paventato il rischio di mandare all'aria l'accordo di Ginevra del 2015, la vittoria dei conservatori non sarebbe certamente di buon auspicio per il rafforzamento delle relazioni con il mondo esterno.

Tale successo potrebbe essere ulteriormente rafforzato dall'onda emotiva legata alla recente morte di Akbar Hashemi Rafsanjani, eminenza grigia della politica iraniana degli ultimi quarant'anni e figura storica del fronte pragmatista.