Inter News: Ausilio, the end? Cronaca di una fine annunciata

Inter News: Ausilio, the end? Cronaca di una fine annunciata

Questa è la seconda parte dell'intervento di Piero Ausilio, direttore sportivo dell'Inter, al Corso di perfezionamento in Diritto Sportivo e GIustizia Sportiva, presso l'Università degli Studi di Milano. "Quest'anno abbiamo programmato male cambiando 4 allenatori, in classifica arriveremo settimi oppure ottavi ma la nostra rosa è composta da buoni giocatori". Manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani. Oggi l'Inter ha una proprietà forte e solida, potrebbe comprare giocatori del calibro di Cristiano Ronaldo ma non possiamo farlo perché c'è il Fai Play Finanziario, che tiene conto dello sviluppo del club. Si crea una forbice che rischia di aumentare e non si può ridurre con il calciomercato, perché i giocatori migliori vogliono vincere e vanno dove ci sono più soldi. "Dovremo puntare sui giovani". "Ognuno non fa più del suo, non c'è grande personalità e forza d'animo".

Ausilio si concentra infine su un confronto tra la precedente presidenza e quella nuova: "Moratti non ha guadagnato un euro dall'Inter, ha sempre seguito la passione con gestione familiare".

"Quando dovevamo affrontare la Juventus a Torino, c'è stato un giornale che ha aperto con Conte all'Inter". Ovvio che così si comincia male la stagione, perché si parte in ritardo rispetto agli altri. "E' un percorso che richiede tempo, idee e il minor numero di errori possibile". Tuttavia però, la compagine meneghina è stata protagonista di una stagione estremamente deludente che, con ogni probabilità, si chiuderà senza una qualificazione europea. E la decisione di andare su De Boer era arrivata da quello che Ausilio ha definito "l'uomo dall'Indonesia", e cioè Thohir. "La comunicazione oggi è tutto, abbiamo tre giornali che parlano tutti i giorni di calcio, Tv che parlano 24 ore su 24". Oggi il calcio è soprattutto comunicazione, inutile stare qui a raccontarcela. Anche in questo caso, non regge la scusa secondo la quale Ausilio avrebbe costruito la squadra secondo i desideri di allenatori e proprietà. Conte? Stiamo pensando ad allenatori con quelle caratteristiche, però poi vai a vedere e tutti i top sono al Chelsea, al Tottenham, all'Atletico Madrid, alla Juve, ecc. Per quanto fosse un evento ufficioso e potesse pensare che quanto detto non avesse tale risonanza mediatica, un dirigente importante che guida una società del calibro dell'Inter non può permettersi di sconfessare tutto il lavoro di chi, insieme a lui, ha collaborato nelle ultime stagioni alla costruzione della squadra.