Inter, Ausilio: "Potremmo acquistare anche Ronaldo, ma dobbiamo rispettare FPF"

Inter, Ausilio:

La dichiarazione più importante riguarda la mancanza del gruppo nella squadra nerazzurra: "Manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani". Non le condivido perché il gruppo l'ha costruito lui e se non c'è significa che chi ha costruito questo gruppo non è all'altezza e non ha formato una squadra da Inter. "Ognuno non fa più del suo, non c'è grande personalià e forza d'animo". "L'Inter ha programmato male, abbiamo cambiato quattro allenatori, arriveremo settimi o ottavi". Eppure la rosa dell'Inter è una rosa di buoni calciatori.

Oltre alla programmazione, per Ausilio è fondamentale la comunicazione: "Noi come società dobbiamo anche essere più forti a livello di comunicazione". Quando dovevamo affrontare la Juventus a Torino, c'è stato un giornale che ha aperto con Antonio Conte all'Inter. Un cambio di panchina non voluto dal ds, ma da Thohir: "Siamo andati su un allenatore che non conosceva la serie A ma anche chi non aveva immaginazione poteva capire che saremmo partiti in ritardo rispetto agli altri". È in quei momenti che devi dare sostegno all'allenatore. "Bisogna raffrontarsi anche a questo tipo di situazioni". Al momento ci sono circa 200 milioni di differenza tra l'Inter e la Juventus. Suning potrebbe comprare anche Cristiano Ronaldo se lo volesse ma non può farlo perché c'è il Fair Play Finanziario. Dobbiamo rispettare un tetto salariale. Il nostro fatturato è tra i 200 e i 230 milioni di euro, mentre quello della Juve è di 400 milioni. Chi prenderemo dopo che Conte e Simeone ora che non sono più raggiungibili? "A volte dunque bisogna rischiare acquistando calciatori giovani". La battuta a proposito di Gabigol ("Quello è qualcosa di diverso, non posso spiegarlo") nasconde una linea difensiva che fa acqua da tutte le parti.

"Ausilio:" Non può esserci un progetto se non c'è una continuità di dirigenza e di proprietà. Abbiamo iniziato con il grande entusiasmo della nuova proprietà. Abbiamo abbandonato il concetto di una proprietà stupenda come quella di Massimo Moratti, che però era prettamente a gestione familiare che ha vinto seguendo un percorso di passione, non di business: Moratti non ha guadagnato un euro dall'Inter. Però è la dimostrazione che c'è una situazione sempre più difficile che non giova all'immagine dell'Inter e nonostante le ricche offerte giocatori e allenatori riflettono sulla possibilità di approdare al club milanese.