Infrazione Ue su Italia sulla Fiat 500x Diesel, Delrio contesta

Infrazione Ue su Italia sulla Fiat 500x Diesel, Delrio contesta

La Commissione Europea ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia perché la società FCA (Fiat Chrysler Automobiles) non ha rispettato gli obblighi della normativa europea per quanto concerne l'omologazione delle autovetture. In base alle regole europee, infatti, spetta alle autorità nazionali verificare se un tipo di automobile soddisfa le norme (prima di essere venduta).

Se un costruttore viola gli obblighi normativi, è lo Stato di appartenenza a dover adottare misure correttive, come il richiamo dei mezzi, e applicare sanzioni "effettive, proporzionate e dissuasive" stabilite nella legislazione nazionale. Con la procedura avviata oggi, la Commissione chiede formalmente di chiarire se l'Italia è venuta meno al suo obbligo di adottare misure correttive per quanto riguarda i tipi di veicoli Fca che potrebbero avere violato le norme "e di imporre di conseguenza sanzioni al costruttore di automobili".

La decisione era nell'aria: quando si era conclusa la mediazione della Commissione fra Italia e Germania proprio sulle emissioni inquinanti delle Fiat 500X, l'esecutivo europeo aveva indicato che cio' non pregiudicava il ruolo della stessa Commissione 'come guardiana dei Trattati' proprio in riferimento al rispetto delle norme europee sul controllo delle emissioni inquinanti delle auto in relazione all'omologazione.

"Non si condividono i presupposti su cui è stata proposta alla Commissione di avviare una procedura di infrazione al Governo italiano per Fca". Delrio evidenzia che "mi è spiaciuto apprendere che nonostante tutte le informazioni dettagliate fornite alla Commissione e alla Germania, intendiate aprire la procedura d'infrazione". L'Italia ora ha due mesi di tempo per chiarire se su alcune vetture di Fca sono state usati dispositivi illegali o meno, e se sono stati presi rimedi sufficienti per le auto in circolazione si legge. "Contrariamente a quanto dichiarato dai vostri uffici, le autorità italiane hanno escluso fin dall'inizio la presenza di dispositivi illegali sui modelli Fiat sia nelle versioni originali sia in quelli ricalibrati". Ora l'Italia ha due mesi di tempo per rispondere, o proseguirà la procedura d'infrazione.

La vicenda nasce da un'iniziativa del Ministero dei Trasporti tedesco che, nel settembre 2016, aveva chiesto alla Commissione di mediare un disaccordo tra le autorità di Berlino e quelle italiane in merito alle emissioni di ossidi di azoto (NOx) prodotte da un tipo di veicolo omologato dall'Italia.

Il mercato ha reagito subito alle notizie arrivate questa mattina, penalizzando Fca con numerose vendite, malgrado le rassicurazioni degli analisti che si mostrano piuttosto tranquilli.