Inchiesta Consip, Scafarto: su Tiziano Renzi una discrasia

Inchiesta Consip, Scafarto: su Tiziano Renzi una discrasia

Sarebbe stato il pm Henry John Woodcock a suggerire al capitano del Noe Gianpaolo Scafarto di dedicare un capitolo dell'informativa sull'inchiesta Consip all'interessamento alle indagini da parte dei Servizi segreti, rivelatosi poi non vero. Lo scrive il procuratore reggente Nunzio Fragliasso in una nota ufficiae diffusa all'indomani dell'interrogatorio del capitano Giampaolo Scafarto, l'ufficiale del Noe indagato a Roma con l'accusa di aver falsificato un brano dell'informativa sul caso Consip. In particolare un passaggio in cui viene attribuita a Italo Bocchino la frase: "il generale Parente è stato nominato all'Aisi da Tiziano Renzi", ma dalle indagini svolte dal Nucleo investigativo dei carabinieri di Roma la frase realmente pronunciata è: "Che l'ha nominato Renzi".

"Mi scuso per gli errori da "attribuire alla fretta di completare l'informativa".

"La necessità di compilare un capitolo specifico, inerente al coinvolgimento di personaggi legati ai servizi segreti, fu a me rappresentata come utile direttamente dal dottor Woodcock che mi disse testualmente: al posto vostro farei un capitolo autonomo su queste vicende, che io condivisi", si legge nel verbale. Un secondo ascolto da parte di altro operante che verificava il contenuto dell'audio dall'altro integrava sunto della conversazioe.

La tesi è stata sostenuta dallo Scafarto, che l'ha riferita ai pm di Roma che lo hanno interrogato in relazione a due episodi di falso contenuti nell'informativa che riguarda anche Tiziano Renzi. "Ho cercato di darmi spiegazioni - ha aggiunto il capitano del Noe - e posso pensare di avere avuto solo una prima versione del file, relativa al sunto e di avere utilizzato questa per la redazione dell'informativa. Era un periodo di forte lavoro, che era spasmodico, legato alla necessità di chiudere l'atto prima della prima decade di gennaio, quando era in programma un incontro tra la procura di Roma e Napoli". Non si conoscono, per ora, le motivazioni che avrebbero spinto Woodcock a esprimere quel suggerimento. "Al riguardo mi corre l'obbligo di escludere nella maniera piu' categorica che sia il sottoscritto sia il dr. Woodcock siano all'origine (tra l'altro, avendo evidente interesse al contrario) tanto della fuga della notizia quanto delle successive fantasiose ricostruzioni dietrologiche effettuate da altri organi di stampa nei confronti del Procuratore Generale della Cassazione, nella assoluta correttezza del cui operato abbiamo sempre nutrito e nutriamo la massima fiducia".