Ilva, nei piani industriali 5-6mila esuberi

Ilva, nei piani industriali 5-6mila esuberi

L'incontro al Mise non è servito ad attenuare le preoccupazioni dei sindacati per i 5-6mila esuberi previsti nelle offerte per l'acquisto dell'Ilva, presentate da AmInvestco Italy (ArcelorMittal, Marcegaglia e Intesa Sanpaolo) e AcciaItalia (Jindal, CdP, Arvedi e Delfin).

"Sia la proposta che è stata scelta dai commissari, ossia quella di Arcelor Mittal-Marcegaglia, che l'altra proposta presentata da Acciai Italia prevedono una riduzione di occupazione inaccettabile". E Landini ha aggiunto stizzito: "In questi mesi i sindacati non sono mai stati coinvolti nelle valutazioni dei piani industriali e ambientali per il rilancio dell'Ilva".

Una riunione che il segretario generale della Fiom giudica "deludente anche perché non abbiamo capito quali sono le ragioni alla base delle quali è stata scelta una proposta rispetto ad un altra. Abbiamo chiesto di avere una comparazione, perché vogliamo capire meglio le ragioni che portano a valutare migliore una proposta".

Nel corso dell'incontro oggi al Mise Calenda ha ribadito che l'aggiudicazione della gara non era avvenuta ma che è giunta a completamento la fase di analisi delle due offerte con il parere dei commissari in favore di Am InvestCo. "Inaccettabile che ancora una volta siano i lavoratori a pagare sia in termini di esuberi sia in termini di stipendio" prosegue Landini. In pratica è stata comunicata la vendita al Gruppo Arcelor Mittal-Marcegaglia che avrebbe già parlato di circa 5 mila esuberi a livello nazionale.

Il piano AcciaiItalia prevede invece un organico iniziale di 7.800 lavoratori (dunque 6.400 esuberi in una prima fase). Da sottolineare che la cordata Am Investco prevede un costo medio annuo di 50 mila euro per dipendente, AcciaItalia di 42 mila euro.

"In vista dell'aggiudicazione cercheremo di far cambiare il piano sul numero degli esuberi". Lo dice Antonio Apa, segretario generale Uil Genova, dopo l'incontro odierno sull'Ilva.

Laghi ha riepilogato il piano Arcelor Mittal: l'obiettivo è riportare la produzione, entro il 2024, a 8 milioni di tonnellate annue a Taranto, più 2 di semilavorati tra Genova e Taranto.