Il cardinale Parolin: "Non ci si può autodefinire "veri francescani"

Il cardinale Parolin:

"Sono contento che i politici si richiamino a San Francesco, ma che ci si autodefinisca veri francescani non si può dire".

A margine di un'iniziativa per l'inaugurazione del Santuario della Spogliazione ad Assisi, il segretario di Stato Vaticano ha dichiarato: "Nessuno può pretendere di avere l'esclusiva del messaggio francescano". Anche perché è il contesto in cui Parolin parla ad avere una certa importanza: quella Assisi dove, venerdì, Grillo si è recato a visitare la Tomba di San Francesco e dove, ieri, è terminata la marcia pentastellata.

Ad ogni modo, Parolin ha concluso il suo ragionamento, sostenendo che sarebbe benvenuto qualsiasi provvedimento di attenzione alla dignità umana, sostenendo la necessità per la Chiesa di astenersi dal commentare sugli aspetti tecnici degli interventi economici. Il cardinale Parolin, al termine della messa concelebrata con il vescovo Domenico Sorrentino ha assicurato che "il Pontefice è vicino alla città di San Francesco". "S. Francesco si identificava con Cristo, lui sì che è stato una vera immagine di Cristo tanto che ha meritato addirittura di ricevere nelle sue membra le stimmate e le piaghe". Esiste un partito che possa effettivamente identificarsi con questo modello? Non vedo nessun partito politico che possa identificarsi. "Vi porto i saluti, la vicinanza e la benedizione di Papa Francesco e mi farò interprete dei vostri sentimenti nei suoi confronti" ha aggiunto concludendo la Messa dopo avere ricordato le visite che il Santo Padre ad Assisi. Questo è positivo, che ci sia attenzione e che si faccia riferimento a questa figura.

L'incontro non c'è stato mentre, al Corsera, Sorrentino ha lanciato un monito chiaro: "La ricerca del consenso fa parte delle logiche della politica, ma la Chiesa deve stare attenta a non farsi strumentalizzare". "La Chiesa non entra nelle querelle politiche". I francescani prima di tutto vivono con umiltà, rispettano gli altri.

Il tema centrale è stato il rilancio del reddito di cittadinanza: nella proposta M5S il sostegno economico è riconosciuto a chi si trova a rischio di povertà, ovvero oltre 9 milioni di italiani - 3 milioni di famiglie - che non raggiungono i 9.360 euro l'anno.