Il 3 maggio la giornata mondiale della libertà di stampa

Il 3 maggio la giornata mondiale della libertà di stampa

Una data per ricordare i principi fondamentali della libertà di stampa, oltre che per rammentare ai governi i loro doveri nel far rispettare l'articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani, per proteggere gli attacchi subiti dai media alla loro indipendenza, e inoltre per rendere omaggio ai giornalisti che sono deceduti nell'esercitare il loro lavoro. Una stampa libera e la libertà di espressione sono tra le stesse fondamenta della democrazia, contribuiscono a società stabili, inclusive e resilienti e può contribuire a disinnescare le tensioni e contenere i conflitti. "È importante attivare una "scorta mediatica" sui fatti che scatenano le minacce e sensibilizzare i cittadini perché la libertà di informazione sia difesa in ogni modo". "In Turchia come in tutto il mondo". Questa Giornata mondiale della libertà di stampa, quindi, è dedicata alla Turchia senza dimenticare quanto la situazione si stia deteriorando anche nelle oasi tradizionali di pluralismo. "Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera".

Nella classifica annuale stilata da Reporters sans Frontieres, l'Italia guadagna 25 posizioni, ciò non rende però il Paese esente da rischi per i giornalisti.

Mentre se si pensa alla #libertàdistampa immediatamente si pensa ai giornalisti morti ammazzati che costellano il calendario dei "santi laici".

E' così: c'è chi può denunciare le minacce ed i sopprusi e chi ci rinuncia perchè in realtà lo Stato non sempre riesce a dare la giusta tutela. Infine le accuse arrivano anche dalla politica italiana, in particolare dal Movimento 5 stelle che per bocca di Luigi di Maio che ha diffuso la lista nera dei giornalisti italiani "diffamatori" e dello stesso Beppe Grillo che non risparmia occasione per scagliarsi contro il "giornalismo killer".

Insomma, fare informazione e farla con tutti i crismi del giornalismo d'inchiesta, proprio quello che non guarda in faccia nessuno, costa carissimo. IL GIORNALISMO TRA CENSURE, MINACCE E GUERRE, dove interverranno Giuseppe Giulietti, Presidente FNSI, Rino Rocchelli e Elisa Signori, genitori del fotoreporter Andy Rocchelli ucciso nel conflitto ucraino, Alessandra Ballerini avvocato, Anna Cataldi giornalista e scrittrice, Nadia Azhghikina Federazione Europea dei Giornalisti, Ahmet Insel giornalista turco, Paolo Borrometi e Amalia De Simone, giornalisti minacciati dalla mafia, Anna Del Freo FNSI, Gabriele Dossena Ordine Giornalisti della Lombardia, Paolo Perucchini Associazione Lombarda dei Giornalisti.