Hamas accetta lo Stato palestinese nei confini del 1967

Hamas accetta lo Stato palestinese nei confini del 1967

Adesso, l'organizzazione ha approvato una modifica del suo programma politico che, in sostanza, accetta la creazione di uno Stato palestinese secondo i confini del 1967, ovvero quelli ottenuti de facto con l'armistizio seguito alla Guerra dei Sei Giorni.

Nel documento si aggiunge che non si cercherà di fare la guerra contro la popolazione ebraica, ma concentrerà i suoi sforzi solo contro il sionismo, cioè quel movimento che ha come obiettivo la ricostruzione in Palestina di uno stato ebraico.

Oggi la piccola svolta di Hamas, che nella Carta fondamentale del movimento islamista che governa la Striscia di Gaza dal 2007 (considerato terroristico da Israele, Stati Uniti ed Unione europea) ha inserito l'accettazione della cosiddetta Linea verde come frontiera della futura Palestina. "È un diritto inalienabile e non può essere cancellato da nessun partito, sia palestinese, che arabo o internazionale".

Poi, il 13 febbraio scorso, ha nominato quale nuovo leader politico Yehiya Sinwar, personaggio di primo piano della resistenza palestinese, considerato un falco estremista dagli stessi militanti di Hamas (arrestato dagli israeliani nel 1988 e condannato a quattro ergastoli, fu liberato nel 2011 insieme ad altri mille detenuti palestinesi, in cambio del rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit, rapito cinque anni prima nei pressi di Gaza). Anche questa è una grandissima novità, poiché Hamas si è sempre posto come alternativa all'Olp.

In un documento reso pubblico ha di nuovo rivendicato "la Palestina dal mar Mediterraneo al fiume Giordano con Gerusalemme capitale".

Secondo Abu Saada dell'Università di al Azhar, "Hamas sta cercando di camminare su una linea sottile che passa tra i suoi esponenti più intransigenti e quelli più moderati". Siamo un movimento pragmatico e civilizzato.

La notizia arriva da al Jazeera, con la precisazione che Hamas non riconosce lo Stato di Israele. Non odiamo gli ebrei. Prima, a metà gennaio, l'organizzazione palestinese che controlla la Striscia di Gaza ha stretto a Mosca un accordo di principio per la costituzione di un governo di unità nazionale con gli esponenti di Al Fatah, l'alter ego che invece controlla la Cisgiordania, e ha annunciato nuove elezioni. "Lottiamo soltanto contro chi occupa le nostre terre e uccide la nostra gente" afferma il documento. Nello stesso testo Hamas prende le distanze dai Fratelli musulmani, proclamandosi un movimento islamico indipendente. La Carta ammette il riconoscimento dei confini del 1967, con Gerusalemme come capitale e il ritorno dei palestinesi fuggiti nel corso degli anni sin dal 1948, come una "formula di consenso nazionale".