Genova, pene dimezzate per la tragedia della torre piloti

Genova, pene dimezzate per la tragedia della torre piloti

L'accusa aveva chiesto venti anni per Paoloni, 17 per Olmetti, dieci anni e 6 mesi ciascuno per il pilota del porto Antonio Anfossi, il direttore di macchina Franco Giammoro e per il primo ufficiale di bordo Lorenzo Repetto con l'accusa di omicidio colposo plurimo, attentato alla sicurezza dei trasporti e crollo di costruzioni.

Diverso il parere di Romando Raimondo, difensore di Roberto Paoloni: "È stata una sentenza equilibrata perché arriva dopo un lungo periodo di pesante pressione mediatica che avrebbe potuto facilmente deviare il ragionamento del giudice". La stessa società però, è stata ritenuta responsabile del solo illecito amministrativo e le è stata applicata una sanzione di un milione e 50mila euro. Durante la requisitoria il pm aveva chiesto una condanna a suo carico di 20 anni e 7 mesi.

Assolto il delegato all'armamento della "Messina", Giampaolo Olmetti, per il quale erano stati chiesti dalla procura 17 anni. Per il pilota Anfossi, il primo ufficiale della Jolly Nero Lorenzo Repetto e il direttore di macchina della nave, Franco Giammoro, le richieste ammontavano a 10 anni e 6 mesi. Inevitabile la rabbia dei parenti delle vittime presenti in aula che hanno dato dell'assassini ai giudici.

La madre di Daniele Fratantonio, una delle vittime, si è avvicinata al pilota Anfossi, lo ha strattonato dal bavero della giacca urlandogli "Hai ucciso mio figlio, assassino". "Ho creduto nella magistratura, ma sono delusa - ha aggiunto - Il pm ha lavorato bene, ma non ci siamo".

La promessa di "andare avanti" e procedere con gli altri gradi di giudizio è stata confermata da Alessandra Guarini, avvocato di Adele Chiello Tusa: "Abbiamo ottenuto un quarto di giustizia, ce ne mancano tre quarti".

La strage risale al 7 luglio 2013, quando il cargo Jolly Nero di proprietà della Compagnia Ignazio Messina urtò, abbattendola, la struttura affacciata su Molo Giano. Ed è un pronunciamento che in aula ha scatenato la rabbia dei famigliari. Con libertà assoluta di decisioni, patrimoniali, economiche, in tutti i sensi.