G7: leader firmano dichiarazione contro terrorismo

G7: leader firmano dichiarazione contro terrorismo

Nella cittadina siciliana, totalmente blindata da giorni, il premier italiano, Paolo Gentiloni, ha dato il via al summit tra le sette grandi potenze mondiali. I partecipanti al G7 di Taormina sono il presidente italiano Paolo Gentiloni, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il primo ministro canadese Justin Trudeau e quello giapponese Shinzo Abe, la cancelliera tedesca Angela Merkel, la premier britannica Theresa May, il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk in rappresentanza della Ue.

I sette leader del G7 hanno firmato la dichiarazione contro il terrorismo.

CLIMA - "Resta sospesa la questione sull'accordo di Parigi sul clima rispetto al quale il presidente Trump ha in corso una riflessione interna di cui gli altri paesi hanno preso atto".

Il G7 di Taormina si dovrebbe chiudere, come atteso, con un comunicato finale 'snello': solo 6 pagine contro le 30-40 che hanno caratterizzato finora le conclusioni dei precedenti vertici.

"Credo che l'accordo di Parigi in merito al cambiamento climatico sia da applicare interamente ha invece affermato Juncker meno in linea con il pensiero del presidente americano".

Quando si parla dell'immigrazione si può dire che nella riunione di oggi è stato trovato un buon compromesso: domani si entrerà nel cuore della discussione, e da qui ne potrebbero nascere diverse dichiarazioni importanti. "La posizione di Macron - aggiungono le stesse fonti - è quella di essere esigente e convincente con Trump, ma non al prezzo di un indebolimento dell'accordo di Parigi". "La gestione e il controllo dei flussi - si legge nel testo che l'Ansa ha potuto visionare. - richiede sia un approccio d'emergenza che uno di lungo termine". È giunto il momento per Trump di avere una discussione profonda e di capire i loro problemi ma soprattutto per gli altri partecipanti del G7 di capire anche i nostri problemi", ha riferito il consigliere economico della Casa Bianca, sottolineando che tra gli obiettivi dell'amministrazione "c'è quello di far crescere nuovamente ancora l'economia statunitense, dare posti di lavoro migliori ai lavoratori americani e far cresce la classe media. Riapriamo domenica mattina se il destino vuole. Un aspetto notato da tutti i giornalisti che registrano anche il brusco ritorno in patria del genero del presidente, Jared Kushner, su cui nelle ultime ore si abbattuta la tempesta del Russiagate. Nella notte sono state sistemate tavole di legno a protezione delle vetrine. Sulla sicurezza del corteo spiega che "c'è un cordone di protezione, ma - precisa - noi non siamo poliziotti, non possiamo fermare i manifestanti".