Esuberi Ilva, i sindacati proclamano uno sciopero per domani

Esuberi Ilva, i sindacati proclamano uno sciopero per domani

Ed ancora, "non si conoscono i Piani Industriali, se non per quanto ogni cordata ha ritenuto di far sapere: non si conoscono quindi le effettive ricadute in termini di occupazione e di eventuale utilizzo di tecnologie innovative per la produzione di acciaio".

"In primo luogo non ci sono state spiegate le ragioni per le quali i commissari hanno individuato come migliore l'offerta di AmInvestco, non avendoci presentato una comparazione che illustrasse punto per punto le differenze fra i due piani, sia dal punto di vista della produzione che del risanamento ambientale, degli investimenti e degli aspetti economico-finanziari". "Tutti i lavoratori non assunti dall'acquirente - hanno aggiunto - rimarranno in capo all'amministrazione straordinaria per la durata del programma e potranno essere impiegati nelle attività di decontaminazione eseguite dalla procedura".

"Nessun lavoratore sarà licenziato e/o lasciato privo di protezione" è la rassicurazione arrivata direttamente dal Mise.

Dopo le polemiche per le migliaia di esuberi previsti dal piano di rilancio dell'Ilva, il Consiglio di fabbrica riunito nello stabilimento di Taranto ha annunciato uno sciopero di quattro ore dei lavoratori diretti e dell'appalto. L'offerta di AM Invesco prevede come primo livello occupazionale 9.400 dipendenti.

"I piani vanno riscritti garantendo salute, ambiente occupazione e salari". Durante l'agitazione sindacale è previsto un presidio sotto la portineria "Direzione" fino al termine della riunione al Mise. Subito dopo verranno programmate le assemblee e messe in campo ulteriori iniziative di mobilitazione. La Uilm ritiene l'ipotesi di esuberi "improponibile".

"Sarà lotta" promette Usb. Impugnando nuovamente carta e penna, oltre al ministero dello Sviluppo economico Rossi si rivolge anche al dicastero delle Lavoro, lamentando un ritardo burocratico pesante che ad oggi impedisce alle Regioni di utilizzare le risorse - per la Toscana sono 30 milioni - del decreto legislativo 185/2016, risorse dedicate a interventi di politiche attive del lavoro e di sostegno economico ai lavoratori. Pronti a schierarsi contro gli esuberi e a opporsi "con tutte le forze" al piano Si, Mdp e Prc, secondo cui non possono essere gli operai a pagare il prezzo della crisi del gruppo siderurgico un tempo gestito della famiglia Riva. "Vogliamo esprimere una nostra valutazione più complessiva prima che il governo decida a chi aggiudicare la gara", sostiene la Fiom che chiede al governo di svolgere fino in fondo il suo compito, senza scaricare responsabilità su lavoratori e sindacati.