Eni: utile primo trimestre 965 milioni

Eni: utile primo trimestre 965 milioni

L'utile adjusted di circa 750 milioni era di circa 460 milioni (+60%) nel quarto trimestre dello scorso anno, quando i prezzi erano già risaliti a valori vicini agli attuali, ed era zero nel primo trimestre 2016, caratterizzato da uno scenario prezzi depresso. Lo rende noto l'Eni dopo che ieri il cda del gruppo petrolifero italiano ha approvato i risultati consolidati del primo trimestre 2017. Il Gruppo del Cane a sei zampe ha chiuso il periodo pari a 965 milioni di euro rispetto alla perdita di 383 milioni registrata nell'analogo periodo nel 2016. Nel trimestre l'utile operativo adjusted consolidato di 1,83 miliardi ha triplicato il valore del primo trimestre 2016 e il risultato netto adjusted di 740 miliardi rappresenta la migliore performance trimestrale degli ultimi due anni.

L'indebitamento finanziario netto si è attestato a 14,93 miliardi, sostanzialmente in linea rispetto alla fine del 2016. Il leverage al 31 marzo è stabile a 0,28.

"Inoltre il contributo di cassa del periodo di 2,6 miliardi di euro è il più elevato degli ultimi 7 trimestri". "Il miglioramento dei risultati economico finanziari nel primo trimestre di quest'anno è stato netto", ha dichiarato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, commentando i risultati dei primi tre mesi dell'anno.

La generazione di cassa operativa è salita del 41% a 1,93 miliardi e a 2,60 miliardi prima della variazione del capitale di esercizio ed escludendo l'utile/perdita di magazzino (+76%). "Questi risultati sono frutto dei continui progressi industriali conseguiti in tutti i business, in linea ccon gli obiettivi dichiarati per il 2017 che restano tutti confermati". Gli incassi da dismissioni di 0,56 mld sono relativi al closing della transazione con Bp per la cessione della quota del 10% dell'asset Zohr e comprendono il rimborso degli investimenti sostenuti dal 1 gennaio 2016 (la quota 2017 è di 64 milioni di dollari). Sono previste inoltre altre iniziative di ottimizzazione della produzione non incluse nei piani iniziali.

Dal canto suo, durante il tavolo tecnico convocato dal governo sul Cova, Eni si difende spiegando che 210 tonnellate sono state già recuperate, secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano.