Egitto, strage di pellegrini diretti al monastero di San Samuele

Egitto, strage di pellegrini diretti al monastero di San Samuele

Grave attentato in Egitto ancora una volta ai cristiani copti a circa 250 km sud dalla capitale Il Cairo: colpito con un'autobomba un bus di cristiani egiziani, sempre più pesantemente nel mirino degli islamisti fondamentalisti che mirano a decostruire l'unità nazionale e la lieve ma esistente pace tra i cristiani e i musulmani d'Egitto (come testimoniato dal recente viaggio del Papa a Il Cairo).

"Un attacco terroristico che ha provocato almeno 25 morti". Lo riferisce su Twitter l'ex portavoce della chiesa copta ortodossa, Anaba Ermya. Tra le vittime anche molti bambini. Intanto, le forse speciali egiziane hanno bloccato tutti punti d'ingresso e di uscita da Minya per impedire al commando di fuggire.

LE REAZIONI - Dopo l'attacco, il presidente egiziano Abdul Fattah al-Sis ha dichiarato lo stato di emergenza e ha convocato una riunione con i responsabili della Sicurezza. Gli assalitori sarebbero arrivati a bordo di tre automobili.

Uomini armati hanno aperto il fuoco contro un autobus diretto al monastero di Anba Samuel, nei pressi di Minya. "È un crimine ignobile perché i terroristi hanno ucciso civili innocenti, non armati, che erano diretti al monastero". Il doppio attentato era stato rivendicato dall'Isis, che aveva rivendicato anche quello dell'11 dicembre scorso, quando un kamikaze 22enne si era fatto esplodere nella cattedrale di San Marco, al Cairo, uccidendo 27 persone.Per non palare degli attentati che dal 2011 in poi hanno insanguinato l'Egitto. "Non stavano andando in guerra, o a uccidere, non portavano armi".