Diktat di Bruxelles sulle popolari venete: salvataggio a rischio

Dove trovare quel 'tesoretto' è stato l'argomento del confronto, in mattinata, fra Padoan e i dirigenti delle venete, fra cui Viola e l'amministratore delegato di Veneto Banca Cristiano Carrus, a cui hanno partecipato anche rappresentanti di Bankitalia. A stretto giro le parole del Ceo di Intesa San Paolo erano state riprese e rimarcate dal governatore del Veneto Luca Zaia: "Parole inequivocabili e definitive quelle pronunciate oggi da Carlo Messina che si riassumono in quello che vado ripetendo da settimane: la situazione delle ex Banche Popolari venete volge verso il dramma". Sollecitato su chi metterà il miliardo di euro richiesto ha risposto che "bisognerà chiederlo a Padoan".

Milano, 25 mag. (askanews) - Sono convocati per domani i cda della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca per un'informativa sullo stato dell'arte e sulle trattative per il salvataggio dopo la riunione di ieri con le istituzioni europee a Bruxelles e l'incontro odierno a Roma al ministero del Tesoro con i vertici dei due istituti.

I rimborsi quindi dovranno essere riportati nella dichiarazione dei redditi del 2017 e l'azionista dovrà non solo pagarvi l'Irpef in base al suo livello di reddito, ma versarvi anche le addizionali regionali e comunali. Il governo "è impegnato perché la soluzione sia definita in tempi rapidi", rilancia infatti il comunicato post-riunione del Mef, in un dossier seguito da vicino anche dal premier Paolo Gentiloni. Il negoziato riguarda le modalità dell'operazione, e in particolare l'ulteriore apporto di capitali privati che la Ue ritiene indispensabile per coprire le nuove perdite prima dell'ingresso dello Stato. È ridicolo pensare che i privati, che in quelle banche hanno già perso milioni, possano sobbarcarsi un altro miliardo di intervento finanziario. Una cifra che Siena ritiene spropositata.

Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica e viceministro all'Economia durante il governo Renzi, è convinto che "più si ingigantisce il buco delle due Banche Popolari Venete, più diventa inevitabile chiedersi cosa facevano le autorità di vigilanza bancaria quando ancora nel 2013 autorizzavano aumenti di capitale a valori completamente sballati".

"La richiesta c'è, ma ribadisco la nostra posizione". Al momento, però, l'ostacolo più grosso è rappresentato dal contributo di circa un miliardo di euro che l'Unione europea vorrebbe veder arrivare dai privati, per alleggerire l'intervento pubblico.