Cyberbullismo: ok della Camera alle norme sul contrasto, è legge

Cyberbullismo: ok della Camera alle norme sul contrasto, è legge

In sintesi quindi la legge parla solo del cyberbullismo, non del bullismo, e non ricomprendere gli adulti né introduce nuove fattispecie penali: questi erano i punti caldi del dibattito fra Camera e Senato. La Boldrini ha salutato Paolo Picchio, il padre della prima vittima del cyberbullismo, prima di indire la votazione finale sul provvedimento. Il testo è frutto "di un lavoro lungo e complesso, che ha visto collaborare positivamente Governo e Parlamento, per raggiungere un risultato equilibrato e - ci auguriamo - efficace nel contrastare questo fenomeno, che colpisce sempre più spesso le vite di giovani e giovanissimi, siano essi le vittime o gli autori di questi atti".

Anche un altro parlamentare novarese, il deputato Gaetano Nastri (Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale) è intervenuto oggi alla Camera dove si discuteva la legge sul cyberbullismo. "L'educazione a un uso consapevole della Rete contribuirà a far crescere cittadini più coscienti delle potenzialità dei nuovi media e, soprattutto, dei rischi connessi alla diffusione di contenuti falsi, ingiuriosi o lesivi della privacy o della dignità altrui". Restano invece purtroppo tutte le perplessità legate alle misure nei confronti dei siti Web, che più che tutelare il minore sembrano adatti unicamente a scatenare potenziali azioni di censura indiscriminata.

"Il cyberbullismo è un tema serissimo".

L'Autorità si impegnerà a svolgere - con la responsabilità che a tale alto compito si addice - l'importante funzione di garanzia assegnatale dalla legge anche in questo contesto. "Finalmente abbiamo imboccato la strada giusta". "Va bene così". E in Campidoglio, il sindaco Virginia Raggi ha accolto l'atleta medaglia d'oro alle Olimpiadi Bebe Vio.

Con questa legge entra per la prima volta nel nostro ordinamento una definizione legislativa di cyberbullismo.

Le legge identifica come bullismo telematico ogni forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, manipolazione, acquisizione o trattamento illecito di dati personali realizzata per via telematica in danno di minori.

Da ora sarà possibile, rivolgendosi al gestore del sito internet o tramite il Garante per la protezione dei dati personali, ottenere la rimozione o il blocco di qualsiasi dato di un minore vittima di cyberbullismo. Dalla definizione di gestore, che è il fornitore di contenuti su internet, sono comunque esclusi gli access provider, i cache provider e i motori di ricerca.

"In particolare si prevede la redazione di un piano di azione integrato per il contrasto e la prevenzione del cyberbullismo e di un codice di regolamentazione a cui dovranno attenersi gli operatori che forniscono servizi di social networking e internet".

Inserito inoltre l'obbligo da parte del dirigente scolastico di informare subito i genitori dei minori coinvolti. I referenti, spiega il provvedimento, coordineranno le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonchè delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

In caso di ingiuria, diffamazione, minaccia o trattamento illecito di dati personali via web, il cyberbullo potrà essere formalmente ammonito dal questore anche in mancanza di una querela o denuncia. Gli effetti dell'ammonimento cessano al compimento della maggiore età.