Crollano i contratti a tempo indeterminato. Non in Sardegna

Crollano i contratti a tempo indeterminato. Non in Sardegna

Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+22.000), dei contratti di apprendistato (+40.000) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+315.000, inclusi i contratti stagionali).

I dati completi sono consultabili sulla home page del sito istituzionale dell'Inps (www.inps.it) nella sezione Dati e analisi/Osservatori Statistici, report dal titolo "Osservatorio sul precariato", dove ogni mese vengono pubblicati gli aggiornamenti tabellari dei nuovi rapporti di lavoro e delle retribuzioni medie. Con gli sgravi contributivi totali, nel primo trimestre 2015, le nuove posizioni a tempo indeterminato erano state, incluse le trasformazioni, pari a ben 612.158, con un saldo rispetto alle cessazioni di 214.765 nuovi posti creati. Per quel che riguarda invece le cessazioni dei rapporti di lavoro, queste nel primo quarto del corrente anno sono state complessivamente 1.117.000 con un incremento anno su anno pari al 6,6% a causa, in prevalenza, del +12,2% che è stato rilevato per la cessazione dei rapporti di lavoro a termine. Del resto, anche nelle nuove assunzioni la crescita pià robusta è tra i contratti di apprendisti (+29,5%) e tra quelli a tempo determinato (+16,5%). Trend di crescita anche nelle costruzioni con il +19,7. Nei medesimi settori, crescono le assunzioni in apprendistato (+35,8% nel commercio, turismo e ristorazione e +22,1% nelle costruzioni) e una significativa crescita dei contratti di somministrazione (+14,4%).

Continua a frenare la crescita dei contratti a tempo indeterminato: nei primi tre mesi dell'anno (gennaio-marzo) il saldo tra nuovo rapporti di lavoro stabili attivati, 398.866 (310.004 nuovi contratti, + trasformazioni di contratti a termine, 68mila, e di apprendistati, 20.862) e le 381.329 cessazioni, fa +17.537 nuovi rapporti fissi in più.

Sotto il profilo della consistenza dei rapporti di lavoro, nei primi tre mesi del 2017, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +322.000, superiore a quello del corrispondente periodo del 2016 (+266.000). Tendenze, queste, dice ancora l'Inps, "in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti". Nel complesso infatti i fine rapporto sono ammontati a 1.117.000, in aumento rispetto all'anno precedente del 6,6%. Nel solo mese di marzo le nuove assunzioni a tempo indeterminato sono state 102.757 in aumento su febbraio (89.948) ma in calo su marzo 2016 (107.830).

Continuano a salire le cessazioni dei rapporti di LAVORO anche nei primi tre mesi del 2017. Significativa la contrazione delle dimissioni: -3,5% rispetto a gennaio-marzo 2016.

Il tasso di licenziamento (calcolato sull'occupazione a tempo indeterminato, compresi gli apprendisti) è risultato per il primo trimestre 2017 pari a 1,4%, sostanzialmente in linea con quello degli anni precedenti (1,3% nel 2016; 1,4% nel 2015).