Corona, urla in aula contro il fidanzato di Nina Moric

Corona, urla in aula contro il fidanzato di Nina Moric

E' stato un faccia a faccia ad alta tensione, come prevedibile, quello tra l'ex re dei paparazzi e il testimone Luigi Favoloso, fidanzato della modella Nina Moric, ex moglie dell'ex agente fotografico, accusato dallo stesso Corona di aver messo una bomba carta sotto casa sua lo scorso agosto.

Ieri si è tenuta una nuova udienza del processo contro Fabrizio Corona, imputato con la collaboratrice Francesca Persi per quei 2,6 milioni di euro in contanti trovati nel controsoffitto e nei conti in Austria. Il "movente", stando alla sua versione, "era quello di ottenere la custodia di mio figlio e toglierla a me". Immediata la reazione dei giudici, che si sono riservati di decidere, e hanno che invitato Corona a calmarsi pena l'espulsione dall'aula. Per la prossima udienza verrà citata tra i testi anche l'ex compagna di Corona, Belen Rodriguez. Fabrizio Corona sempre il solito. "Pensavo fosse un bravo ragazzo invece è stato aggressivo - ha proseguito il compagno di Nina Moric - comunque lo perdono perché si trova in una situazione delicata e immagino sia teso". "Nel mio quartiere, che è vicino a Scampia, tanti dei miei amici sono diventati criminali, ma io voglio dire qua che il signor Fabrizio Corona dà speranza a tante persone, a tanti giovani e ai piccoli imprenditori" ha detto il teste. La linea delle difesa, infatti, è Corona abbia al massimo di un problema fiscale. Il teste, che ha conosciuto Corona un anno e mezzo fa e gli ha fatto da autista, portandolo alle diverse serate alle quali partecipava come testimonial, è poi entrato nel merito dei soldi: "Riusciva a fare fino a 10 eventi e ad incassare anche 5mila euro a evento, durante un capodanno ha fatto 7-8 discoteche, da giovedì a domenica faceva anche 30-40 mila euro", ha raccontato. Insomma, riferisce il testimone, era un idolo delle folle: "Corona lo volevano e lo cercavano tutti, perché lui dà speranza anche alle macellerie". "Va bene, abbiamo capito che era un'attività sociale" ha commentato ironico il pm. A me lasciava 300, 400, 500 euro, non mi faceva mancare niente, ma io lo facevo perché gli volevo bene.