Cei, il Papa sceglierà fra Bassetti, Brambilla e Montenegro

Cei, il Papa sceglierà fra Bassetti, Brambilla e Montenegro

"Papa Francesco consegnerà un testo scritto". L'attuale e uscente Presidente della Cei ovviamente non si è espresso su particolari nomi e nomine, ma ha affermato in una intervista a Faro di Roma, "Non conosco il futuro e non so se più avanti cambieremo ancora lo statuto della Cei e un domani il presidente sarà eletto". In seconda posizione c'è Franco Giulio Brambilla vescovo di Novara dal 2011 e dal 2015 presidente della Conferenza episcopale dell'Italia settentrionale allievo di Carlo Maria Martini ma molto apprezzato e stimato anche da Benedetto XVI.In terza posizione ci sarebbe poi il vescovo di Taranto Filippo Santoro, anche lui considerato un candidato di mediazione: proviene dal mondo di Comunione e Liberazione, è vicino all'arcivescovo di Milano Angelo Scola ma è molto apprezzato da Francesco per il suo impegno in campo sociale e in contesti molto difficili di criminalità e povertà.

La decisione di Francesco Dopo che i vescovi hanno votato, non rimane che attendere la decisione di Papa Francesco che, martedì mattina ha detto ai vescovi di non sentirsi vincolato dalla terna, anche se l'ha pronunciato con il sorriso sulle labbra, nella scelta del successore di Bagnasco. Primo eletto: cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia - Citta' della Pieve (ballottaggio). Il cardinale, che, sulla linea di Francesco, ha ribadito l'accoglienza dei migranti e bocciato il populismo senza tuttavia snobbarlo perché "raccoglie sentimenti diffusi che non nascono sempre da preconcetti, ma da disagi reali", ha poi confermato il suo no al ddl Lenzi sul biotestamento. Si domandano le cose chiaramente. Il tema dell'elezione del presidente, tuttavia, non è nuovo e rientra anzi all'interno di un processo di cambiamento che è latente da molto tempo senza mai compiersi del tutto. Francesco avrebbe preferito che anche la Cei, come le altre conferenze episcopali del pianeta, eleggesse da sé il presidente. La strada insomma è stata lunga.

La riduzione delle troppe diocesi italiane che in molti casi andranno accorpate superando gli eccessi di un certo campanilismo. Per questo, fra l'altro, è stato nominato di recente un nuovo economo, Mauro Salvatore, diacono della diocesi di Brescia, laico sposato e con figli, il cui obiettivo è portare la trasparenza e l'efficienza nella gestione dei beni e dell'otto per mille.

Infine ha ricordato che l'attenzione dei vescovi e' orientata soprattutto ai giovani: "Vogliamo non soltanto farci carico degli aneliti e delle domande che le nuove generazioni portano nel cuore, ma anche ascoltarne con sollecitudine la voce". Tuttavia, come dimostra la recente visita del Papa a Milano, contrassegnata da una straordinaria partecipazione popolare ed ecclesiale, qualcosa si muove.