Catania, uccisa in cimitero: arrestato il figlio

Catania, uccisa in cimitero: arrestato il figlio

Nei suoi confronti la squadra mobile ha eseguito un'ordinanza del Gip.

Maria Concetta Velardi fu trovata, nel pomeriggio del 7 gennaio del 2014, con la testa fracassata da un grosso masso di pietra lavica non distante dalla cappella di famiglia. Attraverso il loro legale, l'avvocato Antonio Fiumefreddo, che rende nota l'iniziativa, si chiede di valutare "alla luce degli elementi offerti e documentati", alcuni dei quali sarebbero anche inediti, "l'accertamento del vero movente che indusse Mauro Falcone ad assassinare Aiello, l'individuazione di fatti di reato sottostanti al delitto e che hanno potuto determinare il delitto, l'investigazione di eventuali condotte istigatorie dell'omicidio e, inoltre, l'accertamento di responsabilità di terzi, compresi quelli che avrebbero consentito a Falcone di introdurre l'arma dentro il carcere di Bicocca in violazione di un preciso divieto". A denunciare il ritrovamento fu suo figlio, Angelo Fabio Matà, 44 anni, sottufficiale della Marina militare, che spostò la grossa pietra, sporcandosi le mani di sangue, e chiese aiuto a un custode, che ha avvisò la polizia. Fra le ipotesi dei primi giorni di indagini si era pensato anche all'esistenza di un maniaco. Aveva per questo chiesto la riesumazione della salma per verifiche su ferite alla schiena della vittima per verificare se fossero state provocate da unghiate.

Matà era tra i sospettati ed era stato indagato assieme ad altre persone.

Ad inchiodare Matà, che si è sempre dichiarato innocente sin dal primo momento quando è stato iscritto nel registro degli indagati, gli esiti degli esami del Dna eseguiti dalla Polizia Scientifica. E' stata analizzata al microscopio ogni tipo di traccia biologica ritrovata sulla scena del crimine.