Carne rossa, mangiarne troppa aumenta il rischio di morire

Carne rossa, mangiarne troppa aumenta il rischio di morire

Ancora una volta le carni rosse finiscono nel mirino dei ricercatori, con un nuovo studio condotto dal National Cancer Institute di Bethesda, pubblicato sulla rivista British Medical Journal, che parla di una effettiva correlazione tra il consumo eccessivo di carni rosse e l'aumento del rischio di 9 diverse specie di patologie. Sostituire le carni rosse con quelle bianche, infatti, ridurrebbe questo rischio persino del 25%. È stato inoltre valutato anche il consumo di singoli oligoelementi (ferro, zinco, selenio e manganese) e additivi (nitriti e nitrati). Lo studio ha previsto la suddivisione in cinque fasce dei possibili consumi di carne utilizzando come parametro il rapporto grammi su calorie. Nel primo gruppo il consumo di carne rossa era mediamente di 9,3 grammi ogni 1000 calorie e quella lavorata era di 4,4 grammi per lo stesso numero di calorie, nel secondo gruppo il consumo di carne rossa era mediamente di 21,3 grammi (7,1 per quella lavorata), il terzo gruppo consumava mediamente 31,4 grammi di carne rossa e 9,6 grammi di carne lavorata, il quarto gruppo 43 grammi di carne rossa e 12,6 grammi di carne lavorata, il quinto gruppo arrivava invece a consumare mediamente 67,5 grammi di carne rossa ogni 1000 calorie e 18,5 grammi di carne lavorata.

In un mondo che si trova alla perenne ricerca di un elisir di lunga vita e di un capro espiatorio per tutte le problematiche di salute presenti sull'enciclopedia medica, si sta un po' perdendo di vista quel discrimine tra uso e abuso che dovrebbe porsi come aurea regola per tutte le azioni umane, a prescindere dal "cattivo" di turno e dalla volontà di bandire dalle nostre tavole alimenti del tutto innocui, se consumati con moderazione.

Carni rosse sotto accusa: il consumo alto aumenta le morti. Nel 1961, in base ai dati della FAO (Food and agriculture organization of the United Nations), il consumo di carne medio procapite annuale degli italiani era di circa 27 Kg, nel 2014 è quasi triplicato attestandosi su una media di ben 78 Kg. Al contrario, se nell'alimentazione si introducono carni bianche non lavorate e pesce, il rischio di morte diminuisce fino a scomparire.

Ciononostante, non va dimenticato che la carne rossa è un'ottima fonte di proteine nobili, ferro, zinco e vitamina B e che escluderla totalmente dalla dieta non è la soluzione giusta: il minor ricorso a carni lavorate o cotte alla griglia può essere una scelta saggia, ma soprattutto il principale parametro cui affidarsi resta sempre e solo uno: la moderazione.