Carne rossa e cancro, nuova conferma dal British Medical Journal

Carne rossa e cancro, nuova conferma dal British Medical Journal

Gli scienziati spiegano che la carne rossa è responsabile anche dello sviluppo sessuale precoce e dell'antibiotico resistenza.

Negli Stati Uniti la carne rossa viene abitualmente grigliata: un metodo di cottura che fa raggiungere alla carne temperature particolarmente elevate, che possono provocare la formazione di ammine eterocicliche, sostanze alle quali è stato riconosciuto un alto rischio cancerogeno. Nel primo gruppo il consumo di carne rossa era mediamente di 9,3 grammi ogni 1000 calorie e quella lavorata era di 4,4 grammi per lo stesso numero di calorie, nel secondo gruppo il consumo di carne rossa era mediamente di 21,3 grammi (7,1 per quella lavorata), il terzo gruppo consumava mediamente 31,4 grammi di carne rossa e 9,6 grammi di carne lavorata, il quarto gruppo 43 grammi di carne rossa e 12,6 grammi di carne lavorata, il quinto gruppo arrivava invece a consumare mediamente 67,5 grammi di carne rossa ogni 1000 calorie e 18,5 grammi di carne lavorata.

Al contrario, consumare carni bianche e pesce è risultato legato a un rischio di morte inferiore del 25%. Infine, vanno fortemente limitate, se non evitate, le carni lavorate come i salumi e quelle molto cotte e abbrustolite. "Quindi non può essere considerato un discorso valido per una popolazione, come quella italiana, che in Europa è tra quelle che consumano meno carne e più frutta e verdura".

Dopo l'allarme lanciato della Iarc del 2015 (esiste un legame tra il consumo eccessivo di carne rossa lavorata e l'insorgenza di alcuni tumori tra i quali quello colonrettale) un nuovo studio realizzato dal National Cancer Institute di Bethesda (Usa), al quale l'autorevole British Medical Journal ha dedicato la copertina, sembrerebbe confermare un rapporto causa-effetto: consumi eccessivi di carne rossa risulterebbero collegati a un tasso di mortalità complessivamente più elevato dovuto a tumori, malattie cardiache e respiratorie, ictus, diabete, infezioni, demenza di Alzheimer, patologie renali ed epatiche croniche. I dati dello studio hanno infatti dimostrato che la sostituzione della carne rossa con la carne bianca (non solo pollo, tacchino e coniglio ma anche vitello, maiale, agnello e capretto) portava praticamente all'azzeramento dell'aumento del rischio di mortalità per le 9 malattie prese in esame. Un beneficio maggiore anche del rischio associato alla singola porzione di carne rossa stimato intorno al 18 per cento. I risultati ottenuti dai ricercatori hanno evidenziato un incremento della mortalità nei soggetti che consumavano grandi quantità di carne.