Cannes: dal 2018 in gara solo film in uscita al cinema

Cannes: dal 2018 in gara solo film in uscita al cinema

In primo piano, tra gli altri film in concorso, i film di Sofia Coppola, Noah Baumbach e Todd Haynes. L'organizzazione "si rammarica che non sia stato raggiunto alcun accordo" e, in una dichiarazione rilasciata una settimana prima dell'apertura del Festival, annuncia un cambiamento nel suo regolamento per il 2018, che impone l'uscita in sala per tutti i film in concorso. E si erano persino rincorse voci, oggi smentite ufficialmente da Cannes, di una esclusione dei due titoli dal concorso. In seguito all'annuncio della selezione, il 13 aprile scorso, i proprietari delle sale avevano protestato contro l'eventualita' che una palma d'oro non potesse uscire dall'Hexagone. Il 28 Giugno vedrete Okja su Netflix.

Unica eccezione a quest'Italia brutta sporca e cattiva che va a Cannes è DOPO LA GUERRA, il film di Annarita Zambrano (Un Certain Regard) che racconta un dramma familiare all'interno di una famiglia borghese lacerata dalla violenza degli anni '70, tra fuoriusciti accolti dalla Francia e parenti in Italia costretti a fare le spese della giustizia.

La presa di posizione del Festival di Cannes è chiara e coerente con un modo di rappresentare, soprattutto in Francia, la settima Arte. La volontà espressa è quella di non lasciarsi manipolare da una realtà che, ancora prima di essere produttrice, è distributrice di contenuti e in quanto tale in competizione con l'intera industria cinematografica.

Il giornale statunitense riporta una dichiarazione del direttore della Mostra del cinema di Venezia, Alberto Barbera, secondo il quale la soluzione non può essere la messa al bando delle opere prodotte da Netflix o da chi non vuole ritrovarsi in un vicolo cieco burocratico. Siamo ai colpi di coda di un mercato che si è evoluto, modificato troppo rapidamente e senza stabilire regole. E da qui la decisione, a partire dal 2018, di ammettere in gara solo film che saranno disponibili anche nelle sale cinematografiche.

Tutto ciò si deve al sistema del cinema francese legato a quello delle sale.

Non si è fatta attendere la risposta della piattaforma digitale.