Cane Angelo, on. Brambilla: "Sentenza rigorosa, ma occorrono leggi più severe"

Cane Angelo, on. Brambilla:

Sono stati condannati con il massimo della pena i 4 ragazzi che nel giugno scorso, torturarono e uccisero il cane Angelo a Sangineto, nel cosentino.

"Non si faranno nemmeno un giorno di galera- conclde il presidente di AIDAA- e le associazioni costituite parte civile per protesta dovrebbero rifiutare i soldi di provvisionale a loro riconosciuti, sono soldi sporchi del sangue del cane Angelo, e la sua vita non si compera nemmeno per un milione di euro, figuriamoci per 2000 euro a testa". Soddisfazione è stata espressa proprio da queste ultime dopo la lettura della sentenza.

Soddisfatte a metà le associazioni animaliste, che chiedavano pene più aspre mitigate dal fatto che evidentemente in Italia seviziare ed uccidere un cane per futili motivi non è considerato un gesto particolarmente grave. Presenti, invece, gli attivisti dell'Ente per la protezione degli animali e molti volontari di Animalisti Italiani.

Il caso del cane Angelo ha suscitato e continua a suscitare grande clamore nell'opinione pubblica (Leggi anche: Roma non dimentica Angelo: una statua per il cane ucciso a Sangineto).

"La celerità della decisione - conclude - è dovuta in parte alla grave e particolare circostanza della pubblicazione su Fb del video, che ha semplificato il lavoro degli investigatori, ma anche alla ferma conduzione del processo". Nonostante tutto da due anni stiamo raccogliendo centinaia di migliaia di firme con la campagna "Pene più dure per chi maltratta gli animali" con Rocco Siffredi testimonial. Gli imputati accusati di "uccisione di animali" sono stati giudicati con il rito abbreviato.

Non facciamo che il tempo cancelli la sua memoria.

Sarà inoltre un modo per ricordare alle autorità preposte la necessità di un immediato inasprimento delle pene previste dalla legge vigente in caso di maltrattamento e/o uccisione di animali.