Cane Angelo, emessa la sentenza nei confronti dei quattro torturatori

Cane Angelo, emessa la sentenza nei confronti dei quattro torturatori

Disposta la sospensione della pena subordinata all'esecuzione di sei mesi di lavori sociali. Alla lettura del dispositivo i quattro imputati non erano presenti in aula.

Il caso del cane Angelo ha suscitato e continua a suscitare grande clamore nell'opinione pubblica (Leggi anche: Roma non dimentica Angelo: una statua per il cane ucciso a Sangineto).

"La celerità della decisione - conclude - è dovuta in parte alla grave e particolare circostanza della pubblicazione su Fb del video, che ha semplificato il lavoro degli investigatori, ma anche alla ferma conduzione del processo". I 4 giovani, Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro, Francesco Bonanata e Luca Bonanata, oggi non erano in tribunale. Siamo in attesa trepidante di questa sentenza che spero davvero ci riserverà delle sorprese. La pena massima prevista per l'uccisione di un animale è di due anni, che vengono ridotti in caso di rito abbreviato, chiesto dagli imputati. 544 bis del Codice Penale, la legge prevede uno sconto della pena. Poiché i quattro sono tutti incensurati, la pena è stata sospesa.

A queste condanne, si aggiungono anche quella di risarcire il Comune di Sangineto - la responsabilità e la proprietà dei cani randagi è dell'amministrazione comunale - oltre alle parti civili e alle venti associazioni animaliste, che si sono costituite come parti lese, con la cifra di duemila euro ciascuna.

Soddisfazione per la sentenza é stata espressa da Riccardo Manca, dell'associazione Animalisti italiani Onlus.

Ricordiamo che nel giugno dello scorso anno i quattro catturarono, torturarono e uccisero il povero randagio "in concorso tra loro e con crudeltà e senza necessità, di un medesimo disegno criminoso, aver torturato un cane randagio, catturandolo, impiccandolo ad un albero, stringendogli una fune intorno al collo, colpendolo ripetutamente e con violenza con una spranga fino a cagionare la sua morte".