Caldera dei Campi Flegrei, eruzione più vicina del previsto

Caldera dei Campi Flegrei, eruzione più vicina del previsto

Segnali sempre più numerosi di irrequietezza del supervulcano dei Campi Flegrei, anche se da un punto di vista pratico, nulla cambia nello stato della zona, in allerta gialla dal 2012. Il nuovo metodo porta la firma dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell'University College of London.

Nella sua storia la caldera dei Campi Flegrei - si legge su La Stampa - ha prodotto eruzioni ciclopiche. Lo ha precisato l'Ingv in una nota nella quale ha evidenziato la valenza essenzialmente scientifica della ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communication.

Un mostro terribile dorme nei Campi Flegrei, vicino a Pozzuoli, e potrebbe svegliarsi da un momento all'altro lasciandosi dietro morte e distruzione.

Per scoprire se il vulcano dei Campi Flegrei si stia preparando a una nuova eruzione, gli scienziati hanno quindi utilizzato un nuovo modello di fratturazione del vulcano sviluppato dall'UCL, concludendo che i movimenti a partire dagli anni '50 hanno avuto un effetto 'cumulativo': hanno causato cioè un accumulo di energia nella crosta rendendo il vulcano più suscettibile all'eruzione. Ciò significa che è possibile che un evento calamitoso si verifichi, ma le probabilità che accada sono ancora condizionate da molteplici fattori monitorati ed in evoluzione. "Per questo - avverte - è imperativo che le autorità siano preparate".

Tale applicazione ha permesso di quantificare l'entità del sollevamento oltre il quale il sistema potrebbe entrare in regime fragile, con alta probabilità di eruzione. A quel punto, infatti, la roccia fusa può liberarsi in superficie attraverso le spaccature del terreno.

I tempi in cui questo avverrà tuttavia non sono mai certi, perché il magma può anche ristagnare prima di fuoriuscire in superfice.

I Campli Flegrei, una vasta area situata nel golfo di Pozzuoli, a nord-ovest della di Napoli. sono la grande caldera caratterizzata dalla presenza di circa quaranta vulcani, tra cui la Solfatara di Pozzuoli ubicata a circa tre chilometri dal centro della città di Pozzuoli. In queste condizioni, un'eruzione diviene molto probabile. Gli eventi vulcanici degli anni Settanta e Ottanta si sono concretizzati in scosse sismiche cha hanno provocato danni agli edifici e l'evacuazione di decine di migliaia di persone.

"I segnali indicano che c'è una dinamica in atto, ma non sappiamo se questa 'agitazione' a lungo termine porterà ad un'eruzione", spiega all'Ansa il vulcanologo Stefano Carlino, dell'Osservatorio Vesuviano, coautore della ricerca con Giuseppe De Natale, sempre dell'Osservatorio Vesuviano, e Christopher Kilburn, dell'Ucl.