Bruno Vespa non ci sta a farsi tagliare lo stipendio

Bruno Vespa non ci sta a farsi tagliare lo stipendio

Oggi parliamo di Bruno Vespa e non sappiamo come definirlo, perchè per noi è sempre stato un giornalista, molto popolare e di successo, ma l'interessato interviene nella polemica precisando che i confini tra le categorie non sono netti. Ma stavolta la sua lettera sul tetto dei compensi si sovrappone inevitabilmente alla crisi dei vertici. Il Cda infatti ha creato un vero e proprio terremoto annunciando un tetto massimo per gli stipendi aziendali, fissato a 240.000 euro all'anno, una cifra che può sembrare enorme, ma che per molte star del piccolo schermo statale è poco e niente.

"La norma del 2007 che esonera dai tetti le prestazioni professionali e artistiche che si svolgono nelle società a partecipazione pubblica operanti in regime di concorrenza, richiamata dal parere dell'Avvocatura dello Stato - prosegue Vespa - chiarisce ab origine ogni equivoco sulla differenza di impiego".

Che tra i maggiori "artisti" alla corte della Rai serpeggiasse il malcontento non è certo cosa nuova: tra coloro che hanno preferito migrare verso altri lidi e quelli che invece minacciano di farlo nel caso di tagli allo stipendio, la televisione di stato rischia di trovarsi, il prossimo settembre, con ben pochi protagonisti storici da schierare nei suoi programmi di punta. "Sono fiducioso infine che la discussione su questo tema avvenga su basi esclusivamente giuridiche e di buon senso, allontanando il sospetto - alimentato da alcune dichiarazioni politiche e non solo - che si voglia immaginare qualche norma contra personam". "Ha sempre sbagliato la Rai - si chiede il conduttore - nello stipulare con professionisti che vengono dal giornalismo contratti artistici che prevedono il versamento di contributi all'Enpals e agli enti previdenziali che l'hanno sostituito?" Lo fa sotto forma di una serie di riflessioni, in cui sostiene che il suo programma non è differente come modalità da quello di Fabio Fazio e che il suo contratto è di tipo artistico. "Riconoscere carattere esclusivamente giornalistico a trasmissioni come Porta a Porta o altre comporterebbe ovviamente la mutazione in giornalistici di tutti i contratti in essere per chi vi collabora". Codacons: Cda Rai non tenga conto della lettera di Vespa.