Brindisi, tangenti per i lavori nella centrale: arrestati funzionari Enel

Brindisi, tangenti per i lavori nella centrale: arrestati funzionari Enel

Cinque arresti per tangenti sono stati eseguiti dalla guardia di finanza di Brindisi in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare per corruzione nell'ambito di appalti per lavori eseguiti alla centrale Enel Federico II di Brindisi. L'inchiesta, coordinata dai pm Milto Stefano De Nozza e Francesco Carluccio, riguarda presunte dazioni di denaro e altre utilità in cambio di appalti.

L'indagine della Procura "trae origine dalla denuncia presentata dalla stessa società nel mese di gennaio".

Gli arrestati (uno in carcere e quattro ai domiciliari) "con la loro condotta illecita - scrive la Guardia di Finanza in un comunicato - avrebbero favorito "un'impresa amica" nell'aggiudicazione di più gare d'appalto, rivelando i valori da indicare nelle offerte di gara da presentare; attestato falsi stati di avanzamento lavori; liquidato fatture per lavori mai eseguiti; omesso di effettuare verifiche e/o controlli, dimostrando di essere stabilmente assoggettati ad interessi personali di terzi", spiegano le Fiamme Gialle. L'imprenditore che ha denunciato i fatti prima all'Enel, poi alla Procura, è Giuseppe Luigi Palma, di Monteroni di Lecce. L'azienda ha peraltro adottato i provvedimenti disciplinari, incluso il licenziamento, nei confronti dei dipendenti per i quali attraverso le verifiche interne erano stati gia' individuati elementi di responsabilita'. Il reato contestato è la corruzione continuata per atti contrari ai doveri d'ufficio. Indagato a piede libero l'imprenditore L. G. Per questa ragione, è stato anche eseguito un sequestro preventivo di conti correnti, beni mobili ed immobili per un totale di circa 230mila euro.